Emergenza droga in Italia: si inizia a 8 anni e si prova di tutto, dalla colla all’eroina

Il numero dei ragazzi tossicodipendenti è raddoppiato dal 2013: l'età media è più bassa e diverse sono le sostanze provate. C'è anche chi si prostituisce a 13 anni per una dose

Pubblicato da Beatrice Elerdini Lunedì 24 settembre 2018

Emergenza droga in Italia: si inizia a 8 anni e si prova di tutto, dalla colla all’eroina
Foto: Pixabay

L’emergenza droga non si è affatto sopita nel nostro Paese, anzi, secondo quanto riportato da L’Espresso in un’inchiesta condotta dalla giornalista Arianna Giunti, i numeri dei minori tossicodipendenti è raddoppiato dal 2013 e l’età media di chi entra nel tunnel degli stupefacenti è ancora più bassa. I bambini iniziano a provare le prime sostanze anche a soli 8 anni: si parte con solventi e colla, per poi approdare alla cocaina e all’eroina. C’è poi chi a 13 anni si prostituisce per una dose e chi finisce in ospedale psichiatrico tra gli adulti, perché nel nostro Paese mancano le strutture per poter curare i minori con tali dipendenze. Quello che viene descritto è uno scenario agghiacciante, che in un attimo riporta la memoria all’epoca buia degli anni ’80 e dell’eroina iniettata direttamente in vena.

Tossicodipendenza tra i bambini: è emergenza

Secondo i dati ottenuti dall’Espresso, da Nord a Sud il numero di baby consumatori che si è rivolto ai Servizi sanitari locali, negli ultimi 5 anni, è quasi ovunque raddoppiato. Anche i Tribunali per i minorenni, sia civili che penali, registrano un’impennata: sono quasi tutti italiani e iniziano ad assumere droga in media a 12 anni. C’è chi inizia a 8 anni con colla e solventi, ci sono giovani ragazzine che si prostituiscono, rimangono incinta e sono costrette ad abortire, poi c’è chi è passato all’eroina, non più sniffata, ma nuovamente iniettata in vena, come si faceva più di trent’anni fa.

Il dramma però non si esaurisce qui: il problema della droga nei minori si unisce a quello delle patologie psichiatriche, spesso scatenate dall’abuso di più sostanze stupefacenti. Gli effetti sulla mente e il cervello sono devastanti e le possibilità di salvare questi giovani ancora minori. Secondo le stime del ministero della Giustizia, almeno il 15% dei ragazzi che entra in comunità è affetto da una duplice patologia.

Strutture di cura insufficienti o inadeguate

Al dramma di minori sempre più precocemente travolti dal tunnel delle droghe, si unisce quello dell’insufficienza e inadeguatezza della strutture presenti sul territorio italiano. Negli ultimi anni è emersa una crescente difficoltà nel trovare posti letto liberi all’interno delle comunità pubbliche o del privato accreditato. Le Regioni italiane attrezzate per questa nuova emergenza sono ancora pochissime. Abruzzo, Basilicata, Calabria, Sicilia e Puglia, ad esempio, sono totalmente prive di strutture del genere. Proprio per questo capita sempre più spesso che bambini, o ragazzini vengano ricoverati nel reparto di psichiatria adulti, rendendo di fatto le situazioni ancora più complicate e con minori possibilità di esito positivo.