Milano, ragazzo picchiato perché omosessuale: ‘Si deve combattere contro l’omofobia’

Samuele ha 22 anni, studia alla Bocconi, ora ha una mandibola rotta e dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico

Pubblicato da Beatrice Elerdini Venerdì 21 settembre 2018

Milano, ragazzo picchiato perché omosessuale: ‘Si deve combattere contro l’omofobia’
Foto Facebook

Aggressione in pieno giorno, a Milano, ai danni di un giovane ragazzo di 22 anni: si chiama Samuele, è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza alla Bocconi ed è stato brutalmente picchiato perché omosessuale. Ora si ritrova con una mascella rotta che andrà sistemata con un intervento chirurgico. Samuele ha scelto di raccontare la sua brutta esperienza su Facebook, per sfogarsi e per ricordare a tutti che l’omofobia va combattuta.

‘Oggi vi vorrei raccontare una storia, che chiunque può condividere e che purtroppo è la realtà e non una delle solite fake news’, è questo l’incipit del post di Samuele pubblicato sul suo profilo Facebook.

Oggi vi vorrei raccontare una storia, che chiunque può condividere e che purtroppo è la realtà e non una delle solite...

Pubblicato da Samuele Vegna su Giovedì 20 settembre 2018

‘Tre giorni fa, all’ora di pranzo sto andando a lezione e aspetto il tram a Porta Romana come ogni giorno, quando un ragazzo che non conosco mi urta mentre era al cellulare e non si è scusato. Così gli ho detto ‘guarda dove vai!. Mi guarda e mi dice frocio di m…, ma cosa vuoi, e continua a insultarmi, sputandomi più volte addosso davanti a tutti’.

Il fatto ancor più agghiacciante, come racconta lo stesso Samuele, è un altro: ‘Nessuno interviene anche se c’è parecchia gente, a quell’ora, in centro’. Poco dopo, lo sconosciuto sferra ‘due pugni in faccia e un calcio al fianco’ al 22enne, rompendogli la mascella.

‘So di non essere solo’

Samuele, nonostante le umiliazioni subite, i pugni e la mascella rotta, non si è fatto intimorire, né scoraggiare: ‘So di non essere solo. So che si deve e si può combattere l’omofobia. L’Italia può essere migliore. Ho deciso che tornerò a prendere il tram a quell’ora, io andrò a lezione e vivrò la mia vita nella normalità perché adesso sono più forte’.

Sulla drammatica vicenda è intervenuta l’Arcigay Milano, offrendo tutta la propria solidarietà a Samuele e rendendosi disponibile a sostenerlo in un’eventuale azione legale.