Non c’è la TAC per obesi, muore un 40enne in Puglia

Un uomo di 45 anni che pesava 180 chili è morto in ospedale: non si riusciva a trovare una tac che fosse adatta alla sua corporatura

Pubblicato da Kati Irrente Mercoledì 12 settembre 2018

Non c’è la TAC per obesi, muore un 40enne in Puglia
Tac presso l’Ospedale Molinette a Torino / ansa

“Pesava 180 chili ed era altro un metro e 90 centimetri e non è stato possibile fargli una Tac perché in Puglia non ci sono macchinari adatti ai grandi obesi”. A raccontare la vicenda della morte di Luca Vecchione, 45enne di Leporano (Taranto), morto nell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto domenica scorsa è suo fratello Giulio: ”Aveva molte patologie, e sarebbe morto comunque: perciò oggi non chiedo giustizia o un risarcimento danni – precisa – quello che voglio è un piano per l’acquisto di Tac per grandi obesi, affinché a nessun altro succeda quello che è successo a mio fratello”.

Dopo essere caduto in casa, fratturandosi il braccio e il femore, Luca era andato in ospedale. Era giovedì. Dopo due giorni ha cominciato ad avere problemi allo stomaco: “Ogni volta che beveva o mangiava – racconta Giulio – vomitava. Ed era diventato stitico. Probabilmente nella caduta aveva subito danni all’apparato digerente”. “Stava molto male – conclude – e quando l’hanno portato in rianimazione è morto”.

Il consigliere regionale pugliese di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Renato Perrini s è dimostrato sensibile al caso: “In Puglia si muore anche perché si è troppo obesi per diagnosticare un tumore, perché nel Tarantino, ma forse nell’intera regione, non esistono macchinari diagnostici, Tac e Risonanza magnetica, in grado di poter visitare un obeso. Non è un’affermazione generica: Luca, un 40enne mio conoscente, non c’è più per quello che è possibile comunque definire un caso di malasanità”.

“Assurdo se si pensa che l’obesità, vera e propria malattia, cresce a un ritmo dell’8% all’anno e in Puglia, in modo particolare, interessa al 13% della popolazione. Persone che vivono già una condizione di disagio e poca salute, diabete e problemi cardiaci, solitamente, ma che poi vengono penalizzati se devono diagnosticare qualcosa di più grave”.

“Per questo – prosegue Perrini – ho presentato un’interrogazione urgente al presidente della Regione, Michele Emiliano, anche in qualità di assessore alla Sanità, perché venga fatto un monitoraggio su tutte le strutture sanitarie, non solo tarantine, per conoscere quante sono nelle condizioni di poter diagnosticare malattie gravi su soggetti obesi e quindi provvedere a installarle con urgenza in caso di mancanza”.