Incidenti stradali: via lo smartphone a chi li causa

''Le multe e la perdita dei punti non spaventano ‒ dice Giordano Biserni, fondatore di Asaps ‒ Proponiamo il sequestro per un mese del cellulare''

Pubblicato da Kati Irrente Giovedì 6 settembre 2018

Incidenti stradali: via lo smartphone a chi li causa
pixabay / foto

LʼAsaps – associazione amici della Polizia stradale – ha lanciato una proposta per tentare di invertire la rotta e cercare di abbassare il numero di incidenti stradali causati da distrazione. Eventuali multe o punti della patente tolti dal totale non sembrano essere degli efficaci deterrenti. Quindi per scoraggiare le persone a comportarsi con troppa leggerezza al volante, ed evitare omicidi stradali, la proposta è togliere lo smartphone per un mese a chi causa incidenti per strada con feriti e morti.

”Le multe e la perdita dei punti non spaventano ‒ dice Giordano Biserni, fondatore di Asaps ‒ Proponiamo il sequestro per un mese del cellulare”.

La proposta segue quella lanciata dallo stesso ministro dei Trasporti Toninelli, che ha chiesto pene più severe per chi causa incidenti stradali, tra cui anche il ritiro della patente come massimo della pena.

Questo perché gli incidenti stradali per ‘distrazione al volante’ sono numericamente aumentati e una delle cause maggiori è proprio lo smartphone.

L’uso pericoloso degli smartphone alla guida è infatti ritenuto il responsabile del 27% degli incidenti che si sono avverati nell’ultimo anno sulle nostre strade. Secondo lʼIstat, nel 2017 sono stati 35 mila su un totale di 223 mila gli incidenti provocati dall’uso dello smartphone. Da qui la proposta di sequestrare per un mese qualsiasi tipo di strumento tecnologico tipo smarphone o tablet a chi è alla guida di un mezzo.

Al momento la sanzione prevista dal Codice della Strada va da 161 a 646 euro di multa, più la perdita di 5 punti sulla patente. Solo in caso di recidiva entro due anni scatta la sospensione della patente da uno a tre mesi. Se si è trovati sotto effetto di droga e stupefacenti le pene cambiano e sono molto più rigide, ed è previsto anche il carcere.