Tolta la scorta al Capitano Ultimo, lui replica: ‘No al mobbing di Stato’

L'Ufficiale che arrestò Riina polemizza contro la decisione di revocare la sua scorta disposta dall'Ufficio centrale interforze che scatta dal 3 settembre

Pubblicato da Kati Irrente Lunedì 3 settembre 2018

Tolta la scorta al Capitano Ultimo, lui replica: ‘No al mobbing di Stato’

Con una serie di tweet il colonnello Sergio De Caprio, noto come Capitano Ultimo, l’uomo che coordinò importanti operazioni antimafia e arrestò il boss mafioso Salvatore Riina, ha espresso via twitter la rabbia e la delusione per la revoca della sua scorta che è scattata il 3 settembre, giorno in cui si ricorda anche l’anniversario dell’uccisione, avvenuta a Palermo, del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Ultimo, che fino aieri aveva un agente di scorta e un’auto blindata (gli era stato assegnato il livello di protezione ‘quattro’, quello meno impegnativo), da oggi sarà senza tutele.

“I peggiori sono sempre quelli che rimangono alla finestra a guardare come andrà a finire. Sempre tutti uniti contro la mafia di Riina e Bagarella. No abbandono No omertà No mobbing di Stato”.

Il Capitano Ultimo chiede anche polemicamente “La mafia di Bagarella e di Riina non sono più un pericolo. Cara mamma, c’era una volta la sicurezza dei cittadini. Chi ha visto il comandante dei carabinieri Giovanni Nistri?”, ossia l’attuale comandante generale dell’Arma, e cita le parole di Dalla Chiesa contro “l’ingiustizia che sostiene la mafia di Riina e Bagarella e fa uccidere i combattenti del Popolo”.

De Caprio poi in un altro messaggio ringrazia chi, attraverso la piattaforma change.org, ha promosso e firmato la petizione contro la revoca della scorta e cioè per chiedere il mantenimento della tutela per l’ufficiale dei carabinieri (“Grazie a tutti voi per il coraggio, per l’esempio di fratellanza che ancora una volta mi state dando. Ultimo”). I firmatari sono stati oltre diecimila.

Con Ultimo si sono schierate anche la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni – “Gli eroi che hanno combattuto e che combattono la mafia devono essere sostenuti e difesi dallo Stato”, dice – e la deputata di Forza Italia Jole Santelli che chiedono un intervento del Viminale – “Il ministro Salvini – spiega – dovrà portare in Parlamento l’elenco di chi viene ritenuto obiettivo sensibile ed ha diritto alla tutela dello Stato. Al momento Saviani mantiene la scorta e Ultimo la perde”.Matteo Salvini ha preso tempo, dicendo che si impegnerà a fare luce sulla vicenda. Meloni ha annuncia per mercoledì un’interrogazione al question time di Fratelli d’Italia al ministro Salvini.

Il colonnello ha poi organizzato preso la Casa Famiglia Capitano Ultimo a Roma “una serata per ricordare l’esempio di un combattente abbandonato nella lotta alla mafia” come il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso il 3 settembre del 1982 con la moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo. Nelle intenzioni del capitano Ultimo la commemorazione avverrà “lontano dai palazzi del potere, con la gente umile, con le famiglie”. Ci sarà anche la figlia di Dalla Chiesa, Rita.

Capitano Ultimo, in un altro tweet, ricorda che domani alle 20 “alla nostra casa famiglia, con i carabinieri, con i mendicanti, con le famiglie, con chi vorrà esserci, guarderemo negli occhi Rita Dalla Chiesa, e le chiederemo perdono…”.