Denunciano un’aggressione ma nessuno interviene: ‘Al 112 facevano domande inutili’

La brutta disavventura di due donne aggredite la scorsa notte a Torino, raccontata dalle vittime

Pubblicato da Kati Irrente Lunedì 6 agosto 2018

Denunciano un’aggressione ma nessuno interviene: ‘Al 112 facevano domande inutili’
Torino / ansa

Due donne aggredite nella notte da un uomo nudo impegnato in gesti di autoerotismo hanno denunciato il mancato intervento di una pattuglia dopo aver telefonato al 112. Le due amiche quarantenni stavano rincasando dopo una serata trascorsa in giro, era l’alba e all’improvviso si sono trovate davanti un uomo di origine africane, nudo, che ha provato a palparle mentre si toccava i genitali, riuscendo a stampare una manata in faccia a una delle due. Hanno quindi immediatamente chiamato soccorso, telefonando al 112, ma quello che è accaduto le ha scioccate tanto quanto le molestie subite: ”L’operatrice faceva domande inutili”, hanno raccontato, prima di fuggire e mettersi in salvo dal malintenzionato.

”Abbiamo telefonato al 112 ma non è intervenuto”

Aggredite da un uomo nudo, le due donne stavano tornando a casa a Torino nella notte tra sabato e domenica in via Calandra, angolo con via San Massimo.

L’uomo si è denudato e ha cominciato a toccarsi, poi ha provato a toccare le due, che subito hanno chiamato il 112 temendo di essere violentate in pieno centro a Torino.

Le due amiche, una 44enne di Cuneo e una 43enne di Bari ma residente nel capoluogo piemontese, hanno però denunciato di non essere state aiutate da chi è preposto a farlo.

Quando l’uomo ha provato a molestarle, racconta una vittima: ”Ho preso il telefono e ho chiamato il 112. Abbiamo subito un’aggressione, mandateci una pattuglia, ho chiesto. Ero convinta che di fronte a una richiesta di aiuto di quel tipo ci avrebbero subito inviato una pattuglia. L’operatrice del numero unico per le emergenze, invece, continuava a farmi domande e ho agganciato”, spiega una delle due donne che per 47 secondi ha cercato di spiegare che c’era bisogno di aiuto e di identificare un molestatore sessuale.

Ma niente, dall’altra parte ci sono solo domande su domande, alla fine delle quali le due donne decidono di fuggire e cercare riparo in qualche altra strada: ”Siamo scappate – conclude – e per fortuna quell’uomo si è allontanato, ma poteva finire molto peggio”. Infatti l’uomo sen’è andato tranquillamente verso il parco del Valentino, salutando le donne mostrandogli il dito medio con una mano.

La replica

”Abbiamo riascoltato la telefonata e la richiesta di aiuto era lacunosa”, afferma Danilo Bono, vicedirettore della Sanità piemontese e creatore del 112 regionale, secondo la quale non c’è da aggiungere nulla circa l comportamento dell’operatrice: ”E’ giusto fare alcune domande in più, l’utente non è stata collaborativa. Alle centrali del 112 piemontesi arrivano 2 milioni di telefonate all’anno e il 50% si rivelano inappropriate. Possiamo migliorare e forse avremmo anche potuto passare subito la comunicazione alle forze dell’ordine, ma le informazioni vengono richieste per offrire un servizio più adeguato”.

”Se ci fossero state due ragazzine…”

Le due donne denunciano invece che quel che è successo è stato gravissimo: ”È assurdo che debba passare un minuto per riuscire a parlare con polizia o carabinieri. Quell’uomo si stava masturbando e ha colpito la mia amica. Se ci avessero inviato una pattuglia poteva essere arrestato, ma l’operatrice continuava a farci domande inutili. Se al nostro posto ci fossero state due ragazzine quel bruto avrebbe potuto tranquillamente violentarle”.