Napoli: sparano ferendo un ambulante senegalese

Un ragazzo senegalese di 22 anni è stato ferito da colpi di pistola alle gambe ieri sera a Napoli, nel quartiere Vasto, vicino alla Stazione centrale.

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    Spari contro ambulante, a Napoli ferito immigrato
    Il luogo del ferimento dell’immigrato / Ansa

    La sera del due agosto 2018 Cissè Elhadji Diebel, venditore ambulante senegalese di 22 anni, è stato ferito a una gamba da due sconosciuti con un colpo di pistola mentre si trovava insieme ad altre persone in via Milano, nel quartiere Vasto a Napoli, vicino alla stazione centrale. Il ragazzo, con regolare permesso di soggiorno, si trovava per strada con amici quando due persone a bordo di un motorino gli hanno sparato contro diversi proiettili, almeno tre secondo quanto ricostruito dall’Associazione senegalesi Napoli. Il giovane è stato poi portato in ospedale per essere sottoposto a un intervento chirurgico.

    E’ stato “certamente” un episodio di razzismo dice El Hadji Omar Ndiaye, zio del giovane ambulante senegalese ferito. Il 22enne “sta abbastanza bene, è in ospedale”, ha raccontato l’uomo. “Noi non siamo qui per delinquere, siamo qui per lavorare”, ha sottolineato riferendosi ai tanti “immigrati che vivono qui da 20/30 anni, lavorano e versano i contributi”.

    In solidarietà alla vittima è stato organizzato per oggi alle 17 un presidio in piazza Garibaldi a Napoli.

    Quella al senegalese ambulante non è l’unica aggressione, fisica o verbale, di stampo razzista avvenuta in quest’ultimo periodo: scorri per leggere le altre:

    Aggressione a Daisy Osakue, presi i colpevoli

    Atleta Daisy Osakue aggredita
    Daisy Osakue / Ansa

    Il due agosto sono stati identificati gli aggressori di Daisy Osakue, l’atleta italiana ventiduenne nata da genitori nigeriani che vive a Moncalieri (Torino) e che era stata colpita dal lancio di uova da un’auto in corsa nella notte tra il 29 e il 30 luglio. Si tratta di tre ragazzi – italiani – di Vinovo, La Loggia e Moncalieri. La Fiat Doblò con cui si sono mossi per quella che è stata definita una ‘bravata goliardica’ era intestata al padre di uno dei tre. Al momento dei controlli dei carabinieri, sulla fiancata del veicolo erano visibili chiaramente dei residui di uova. I ragazzi sono stati denunciati per lesioni e omissione di soccorso. Molto utili alle indagini sono state le testimonianze di altre persone che erano state oggetto di lancio di uova nei giorni scorsi.

    Il giornalista Enrico Mentana era intervenuto dopo l’aggressione a Daisy, che è campionessa italiana dell’atletica leggera, arrivata prima nel lancio del disco Under 23 e rappresenta i colori azzurri anche nel lancio del peso pubblicando sul suo profilo Instagram una foto della ragazza ferita, scrivendo l’hashtag #merde per riferirsi agli aggressori che con il loro lancio di uova le han provocato una lesione della cornea e dovrà essere operata per rimuovere un frammento di guscio dell’uovo.

    Il proprietario del locale difende il cameriere nero: ‘Se non volete essere serviti da lui potete andarvene’

    Mamadou Niang

    In un bar di Cala Gonone a Dorgali, costa est della Sardegna, un gruppo di quattro clienti chiede di non essere servito dal cameriere di colore, ma il proprietario interviene a difendere il suo lavoratore: “Qui non facciamo di queste distinzioni, se non volete essere serviti da lui ve ne potete andare”. Come riporta l’Unione Sarda in data 30 luglio, dopo le parole del commerciante i quattro sardi hanno lasciato il locale senza dire altro. La vittima del gesto razzista è il diciottenne Mamadou Niang, che su Facebook ha risposto ai tanti che lo hanno difeso dopo la diffusione della notizia: “Ciao a tutti, ho visto tutta la vostra sostenibilità nei miei confronti e di questo vi volevo ringraziare per la solidarietà mostrata in questo episodio. Questo fatto non cambierà nulla di me, sarò sempre lo stesso e non cambierò mai. Grazie ancora”.

    Senegalese insultato allo sportello ASL: ‘Non siamo dal veterinario’

    Ibrahima razzismo

    Accade in Abruzzo dove il 39enne Ibrahima Diop senegalese sposato con un’italiana e nel nostro paese da 18 anni con tanto di cittadinanza italiana, è stato respinto allo sportello di una Asl a Roseto: “Vai via, questo non è l’ufficio del veterinario” gli ha detto l’impiegato, sulla cinquantina. Lui il 30 luglio ha raccontato di essersi recato all’ufficio Asl per avere informazioni: “Dovevo rinnovare il libretto sanitario, volevo sapere soltanto quali fossero i documenti da portare agli uffici dell’azienda sanitaria locale”. Ma proprio allo sportello l’impiegato di turno li ha insultato: “Tu che vuoi? Vattene. Questo non è l’ufficio del veterinario…”. L’uomo ha poi denunciato l’accaduto ai carabinieri: “Mai come in quel momento mi sono sentito umiliato, è giusto che chi ha sbagliato paghi”, ha concluso Ibrahima.

    Gruppo di migranti lasciato a terra dal bus

    Il 29 luglio cinque migranti con regolare biglietto di viaggio sono stati lasciati a terra dall’autista un bus di linea, in servizio tra Catania e Taormina. Dall’azienda sono arrivate dichiarazioni in cui si respinge l’accusa di razzismo, ma il gesto dell’autista che ha chiuso le porte prima di far salire a bordo il gruppo di migranti è stato notato da diversi testimoni oculari che hanno poi raccontato la scena ai giornalisti.

    Aprilia: aggrediscono un marocchino e lo uccidono

    Caccia al ladro a Aprilia, marocchino inseguito e ucciso
    Una veduta della località Campo di Carne, la zona in cui si è schiantata l’auto con a bordo due persone inseguite da alcuni cittadini perché a loro avviso sospette / Ansa

    Un cittadino nordafricano, del Marocco, di 43 anni, è stato inseguito la notte tra sabato 28 e domenica 29 luglio 2018 ad Aprilia, in provincia di Latina ed è stato ucciso da due incensurati italiani di 43 e 46 anni che dicono di averlo preso per un ladro. I due sono stati denunciati per omicidio preterintenzionale, avrebbero colpito più volte Hady Zaitouni fino a provocarne il decesso. Secondo i primi accertamenti l’auto inseguita è finita fuori strada, un occupante è riuscito a fuggire, mentre l’altro, il marocchino di 43 anni, è stato picchiato ed è poi morto. Gli inquirenti sospettano che gli italiani fossero impegnati in una ronda contro gli stranieri. Ma la vicenda è ancora oggetto di indagini.

    Nigeriano malmenato a Napoli

    Il 28 luglio 2018 a Napoli un nigeriano di 29 anni che stava chiedendo l’elemosina davanti a una pescheria è stato aggredito e picchiato dai proprietari del negozio.

    Richiedente asilo colpito con una pistola ad aria compressa

    Il 27 luglio un migrante della Guinea, richiedente asilo, è stato ferito al volto dopo essere stato colpito con una pistola ad aria compressa che era tenuta in mano da uno di due ragazzi che stavano passando in moto vicino a lui. E’ accaduto in provincia di Caserta, a San Cipriano D’Aversa.

    Operaio capoverdiano ferito mentre lavorava

    Il 27 luglio un operaio capoverdiano è stato colpito da un’arma mentre stava lavorando su un ponteggio a Cassola (Vicenza). Lo sparatore ha tentato di spiegare il suo gesto dicendo che voleva colpire un piccione con la sua carabina.

    Aggredito richiedente asilo a Partinico

    Il 26 luglio 2018 a Partinico, in provincia di Palermo un diciannovenne senegalese richiedente asilo è stato insultato e malmenato da quattro persone, poi è stato fermato un trentenne.

    Aggressioni razziste a Milano

    Il 24 luglio il leghista Massimiliano Codoro (candidato ma non eletto), pistola alla mano ha minacciato un uomo straniero che avrebbe avvicinato la compagna e la figlia. Lo stesso giorno, sempre a Milano, un uomo di 41 anni originario dello Sri Lanka è stato aggredito e minacciato con una lama da un italiano che voleva parlasse in italiano. L’aggressore ha poi spezzato un braccio al cingalese.

    La bimba rom ferita alla schiena

    Il 17 luglio una bambina rom di un anno viene ferita alla schiena da un colpo partito da un’arma ad aria compressa. E’ successo a Roma.

    I nigeriani colpiti alla fermata del bus

    L’11 luglio 2018 un gruppo di nigeriani che stava aspettando il bus presso una fermata di Latina viene colpito con spari esplosi da una pistola ad aria compressa. I feriti sono due, degli aggressori nessuna traccia.

    Migranti feriti a Forlì

    A Forlì tra il 2 e il 5 luglio un uomo di origini ivoriane e una donna di origini nigeriane vengono colpiti mentre si trovano per strada e feriti. Verso di loro qualcuno non identificato ha sparato con una pistola a pallini.

    Il bimbo cacciato dal parco giochi

    Il 3 luglio 2018 il Corriere Romagna pubblica una intervista a una mamma che ha raccontato come il suo bambino di soli cinque anni sia stato preso di mira da un gruppo di ragazzine per il colore della pelle. Lo hanno insultato e lo hanno cacciato dal parco dove stava giocando insieme ai fratellini di undici e tredici anni. ”Fai schifo, sei nero, con te non gioco, vattene via da qui, non ci puoi stare perché sei nero”, sono state alcune delle frasi dette al bambino. La mamma ha poi tentato di parlare con i genitori delle bambine, ma nemmeno loro hanno ammesso la gravità del fatto, anzi hanno sminuito la faccenda affermando che in una società sempre più multietnica bisogna abituarsi a questo tipo di situazioni. La mamma del bambino insultato ha concluso dicendo di sperare che nella sua vita il figlio in futuro non si debba giustificare e stare sulla difensiva per il colore della sua pelle.

    Il cane aizzato contro l’ambulante

    Il tre luglio 2018 l’Espresso pubblica un episodio di razzismo avvenuto in Liguria titolando: “Hanno aizzato un cane contro un ambulante sulla spiaggia. E tutti applaudivano e ridevano”. A raccontarlo è una donna che spiega l’accaduto, ma soprattutto riporta gli insulti che diversi bagnanti le hanno rivolto quando lei ha chiesto perché stessero esultando, dopo che la padrona di una cane lo aveva aizzato contro un ragazzo di colore che stava vendendo libri: ”Quel cane è il Number One, e tu vaffanc*lo, puttana buonista del ca..o. Prenditeli tu i negri a casa tua, così ti scopano meglio di tuo marito”. La signora padrona del cane ha risposto invece con più sobrietà: “Il mio cane, come me, odia i negri”.

    Ferimenti di migranti a Napoli e Sulmona

    A Giugno 2018 i casi di razzismo segnalati sono tanti: il 20 a Napoli un richiedente asilo del Mali, che di lavoro fa lo chef, è stato ferito da piombini esplosi da un’arma ad aria compressa, un fucile. Il 12 luglio a Sulmona due uomini armati di coltello feriscono un richiedente asilo dopo essere entrati in un centro di accoglienza.

    Sparano ai richiedenti asilo gridando ‘Salvini Salvini’

    L’11 giugno a Caserta due richiedenti asilo provenienti dal Mali sono il bersaglio di tre giovani italiani che gli sparano con una pistola ad aria compressa, urlando loro “Salvini, Salvini.”

    Ucciso attivista sindacale in Calabria

    Il sei giugno in provincia di Vibo Valentia, in Calabria, Soumaila Sacko, attivista sindacale Usb, viene ucciso a fucilate nella notte perché stava recuperando delle lamiere abbandonate per costruire un riparo dentro l’accampamento di lavoratori stranieri della zona. Altri due migranti vengono feriti nello stesso attacco.

    Bombe carta, incendi e colpi di pistola contro i migranti

    Altri casi di razzismo sono avvenuti il 19 maggio 2018 ad Appiano (Bolzano), quando una bomba carta è esplosa davanti al centro di accoglienza per richiedenti asilo e vicino è stata lasciata una tavola su cui erano state disegnate la svastica nazista e una croce celtica. Il nove aprile a a San Lorenzo (Trento) viene incendiata la porta di un B&B che avrebbe dovuto ospitare alcuni profughi. Il 13 marzo a Perugia due studenti cinesi vengono insultati e aggrediti da un gruppo di ragazzi italiani. Il 5 marzo a Firenze: Idy Diene, senegalese di 54 anni, viene ucciso a colpi di pistola dal pensionato Roberto Pirrone, che dichiara di aver voluto uccidere qualcuno “a caso.”

    Razzismo in Italia: i bambini al centro estivo di Rimini

    Il 29 luglio 2017 i giornali riportano il caso di razzismo tra bambini in un centro estivo di Rimini. Un bambino, rivolgendosi a una bambina di colore che era sui pattini, ed è caduta a terra, le si è avvicinato dicendole duramente: ‘Ti sta bene che sei caduta. È a terra che devono stare i negri’. Poi un altro bambino l’ha apostrofata dicendo di spostarsi: ‘Vicino a una negra io non ci sto’. Sembra chiaro che in questo caso le parole pronunciate dai questi bambini di soli 8 anni sono state ascoltate in famiglia. La mamma della bambina ha poi scritto un messaggio su Facebook, rivolgendosi a tutti i genitori: ‘Dovete iniziare a insegnare ai vostri figli il rispetto per il prossimo a prescindere dal colore della pelle, dalla religione e dalla nazionalità. Quel che è successo, un bambino di otto anni che usa termini tipo “io vicino a una negra non ci sto”, fa male all’anima e mi fa capire come le generazioni future abbiano il vuoto dentro e covino l’odio per il prossimo, soprattutto se diverso. Non me la prendo con i bambini ma coi i genitori che invece di insegnare il rispetto reciproco e l’amore per il prossimo inculcano l’odio e il razzismo nelle teste e nei cuori dei propri figli’.