Chiara Corbella verso la beatificazione: rifiutò le cure anticancro per far nascere il figlio

La giovane morì a 28 anni per un tumore mai curato perché era incinta e voleva far nascere il suo bimbo. Altri due figli erano morti alla nascita per gravi malformazioni.

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    Chiara Corbella verso la beatificazione: rifiutò le cure anticancro per far nascere il figlio

    Aveva una fede fortissima, Chiara Corbella, la mamma malata di tumore e morta a 28 anni dopo aver rifiutato le cure che avrebbero danneggiato il feto che portava in grembo e che voleva invece portare alla luce. Sposata con Enrico Petrillo, aspettava il terzo figlio, Francesco, quando le fu diagnosticato un tumore. In precedenza la donna aveva partorito altri due bimbi, ma erano morti poco dopo a causa di gravi malformazioni. Per questa mamma coraggio di Roma, la diocesi capitolina ha iniziato il processo di beatificazione.

    Chiara Corbella Petrillo morì a 28 anni, il 13 giugno 2012, dopo aver rifiutato le cure antitumore perché incinta e desiderosa di portare a termine la gravidanza.

    La storia di Chiara Corbella

    Come si legge su chiaracorbellapetrillo.it, la giovane donna scopre di essere incinta dopo essere tornata dal viaggio di nozze, nel 2008. Si sottopone a dei controlli ma le ecografie mostrano una grave malformazione l’anencefalia. La piccola, che nasce il 10 giugno 2009, viene chiamata Maria Grazia Letizia, ma muore dopo poco più di mezz’ora.

    Chiara scopre di essere nuovamente incinta, qualche mese dopo. Anche questo bambino, cui verrà dato il nome di Davide Giovanni, è affetto da una grave malformazione viscerale e non presenta gli arti inferiori. Il 24 giugno 2010 nasce, ma muore anche lui poco dopo.

    I due coniugi si sottopongono a test genetici che non rivelano alcun legame tra le patologie dei due bambini deceduti.

    Chiara ed Enrico provano nuovamente a diventare genitori, ma solo qualche giorno dopo la scoperta di una nuova gravidanza in corso, Chiara scopre di avere un carcinoma alla lingua. Ma siccome non vuole danneggiare il feto che porta in grembo, decide di rimandare le cure.

    Dalle analisi è chiaro che Francesco, il suo terzogenito, è completamente sano. “Per la maggior parte dei medici – scrive Chiara – Francesco era solo un feto di sette mesi. E quella che doveva essere salvata ero io. Ma io non avevo nessuna intenzione di mettere a rischio la vita di Francesco per delle statistiche per niente certe che mi volevano dimostrare che dovevo far nascere mio figlio prematuro per potermi operare”.

    Il piccolo nasce e la mamma, il 3 giugno 2011 viene subito ricoverata per la cura del tumore, ma il male si era già esteso ai linfonodi, ai polmoni, al fegato e anche all’occhio destro, che la donna copre con una benda.

    Chiara muore il 13 giugno 2012, ‘dopo aver detto a tutti: ti voglio bene’, si legge sul sito.

    La sua fede era speciale, nei suoi diari si legge: ”il Signore ha voluto donarci dei figli speciali: ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita, ci ha permesso di abbracciarli, battezzarli e consegnarli nelle mani del Padre in una serenità e una gioia sconvolgente”. E anche durante l’ultimo periodo, la ragazza, nonostante i tanti dolori vissuti e la consapevolezza che sarebbe morta presto, ha avuto per tutti sempre un sorriso pieno di gioia.