Cade nel vuoto mentre pulisce l’ascensore in un palazzo: muore a 21 anni Salvatore Caliano

Salvatore lavorava in un bar del centro di Napoli, ieri ha accettato di pulire il lucernario dell'ascensore di un palazzo per guadagnare soltanto 35 euro in più e così ha tragicamente perso la vita

Pubblicato da Beatrice Elerdini Mercoledì 11 luglio 2018

Cade nel vuoto mentre pulisce l’ascensore in un palazzo: muore a 21 anni Salvatore Caliano
Foto Pixabay

E’ morto prematuramente Salvatore Caliano, 21 anni, figlio di Gigi Caliano, noto attaccante delle serie minori che ha giocato in molte squadre napoletane come il Savoia, l’Ischia ed il Giugliano: è successo ieri pomeriggio mentre puliva il lucernario dell’ascensore di un palazzo di via Duomo, a Napoli. Improvvisamente la vetrata non ha retto e il ragazzo è precipitato nel vuoto per 4 piani. Inutili i soccorsi, per lui non c’è stato nulla da fare.

Salvatore aveva 21 anni, faceva il camieriere in un noto bar di via Duomo, il Tico, ma la sua grande passione era il calcio. Ieri uno dei condomini del palazzo di fianco al locale dove lavorava gli ha proposto di pulire il lucernario dell’ascensore per 35 euro. Il ragazzo ha accettato, un po’ di soldi in più gli avrebbero fatto comodo e così si è messo subito al lavoro nell’ora di pausa, nonostante non avesse alcun tipo di esperienza. Salvatore è precipitato nel vuoto ed è tragicamente morto per guadagnare pochi spiccioli in più.

La comunità è sotto shock, per tutti era un bravissimo ragazzo, un gran lavoratore, serio e onesto: tantissimi i messaggi di cordoglio dagli amici e anche dei conoscenti.

Pubblicato da Salvatore Caliano su Giovedì 24 marzo 2016

La lettera dei ragazzi dell’Ex Opg Occupato – Je so’ pazzo

La morte di Salvatore ha scosso la città di Napoli, i ragazzi dell’Ex Opg Occupato – Je so’ pazzo gli hanno dedicato un lungo messaggio sulla loro pagina Facebook: ‘Oggi Napoli è stata scossa da una tragedia: un giovane di soli 21 anni è morto, sul lavoro. Nel centro di Napoli a via Duomo. Salvatore lavorava al bar Tico, sulla strada. Non sappiamo quanto prendesse al giorno, non sappiamo se avesse un contratto, non sappiamo quanto lavorasse. Ma sicuramente fare il barista non gli garantiva una vita dignitosa: è morto perché nell’ora di spacco era andato a pulire il lucernario dell’ascensore del palazzo affianco. Per 35 euro, senza protezioni, senza esperienza. Non è possibile vivere in un Paese dove soltanto fino ad aprile i morti sul lavoro erano già più di 160. Non è possibile morire così. Non è possibile essere costretti ad accettare pochi spiccioli nell’ora di spacco. Questa dovrebbe servire per riposarsi, pranzare, fare una telefonata, distrarsi. Ciao Salvatore, reagiremo a questa situazione per te e per tutti gli altri che hanno perso la vita perché lavoravano troppo o perché il lavoro non ce l’avevano proprio. Perché questa vita, così, è davvero assurda’.

Oggi Napoli è stata scossa da una tragedia: un giovane di soli 21 anni è morto, sul lavoro. Nel centro di Napoli a via...

Pubblicato da Ex OPG Occupato - Je so' pazzo su Martedì 10 luglio 2018