Salvini chiude i porti alla Thalassa: 66 migranti presi in carico dalla guardia costiera

Ciò che è avvenuto oggi segna una frizione fra Salvini e Toninelli: il primo avrebbe voluto impedire lo sbarco dei 66 migranti in Italia, il secondo ha cercato una soluzione di compromesso per evitare un nuovo stallo simile a quello dell'Aquarius

Pubblicato da Redazione NanoPress Martedì 10 luglio 2018

Salvini chiude i porti alla Thalassa: 66 migranti presi in carico dalla guardia costiera
Ansa

Ora Salvini chiude i porti anche alle navi italiane: dopo aver respinto navi di ONG olandesi e tedesche oggi il ministro dell’Interno per la prima volta ha negato l’attracco anche ad una nave italiana. La nave Vos Thalassa ha salvato 66 migranti al largo delle coste della Libia.

La Thalassa ha successivamente trasbordato i migranti su una nave della guardia costiera italiana, la Diciotti, nota per avere scortato l’Aquarius a Valencia. Il trasferimento è stato giustificato “per motivi di ordine pubblico” dal momento che, come reso noto dal ministro Toninelli, “i migranti volevano ammutinarsi e mettevano in pericolo l’equipaggio della Vos Thalassa”. La Diciotti sta ora viaggiando verso la Sicilia, ma il porto di destinazione non è ancora stato indicato.

La dottrina Salvini è quella di impedire l’attracco a qualsiasi nave che non appartenga alla marina italiana o alla guardia costiera.

Ciò che è avvenuto oggi segna una frizione fra Salvini e Toninelli: il primo avrebbe voluto impedire lo sbarco dei 66 migranti in Italia, il secondo ha cercato una soluzione di compromesso per evitare un nuovo stallo simile a quello dell’Aquarius.

La Diciotti “era più lontana rispetto ai libici che stavano entrando in azione”, puntualizza una nota del ministero dell’Interno. Nonostante i migranti siano stati salvati da una nave italiana la linea di Salvini, ci tiene a ribadire il diretto interessato, “non cambia”. Salvini sostiene che il salvataggio dei 66 migranti non fosse competenza di altri se non della guardia costiera libica: “La guardia costiera italiana non può sostituirsi a quella libica soprattutto se i colleghi africani sono già entrati in azione”.

Per ricapitolare: i migranti hanno rifiutato di essere salvati dalla guardia costiera libica nonostante il loro barcone si trovasse in acque libiche ed hanno accettato di essere prelevati solo dalla nave italiana Thalassa; quando la Thalassa ha fatto rotta verso la Libia, come primo approdo sicuro, alcuni migranti hanno minacciato l’equipaggio e la guardia costiera italiana si è vista costretta a intervenire per prelevare tutto il carico di migranti per motivi di sicurezza; il ministro dell’Interno Salvini ha provato a negare l’approdo in Italia ma è entrato in contrasto col ministro delle Infrastrutture Toninelli che ha invece garantito l’approdo in Sicilia. Ogni aspetto della vicenda ha contribuito ad innescare un vespaio di polemiche, interne al governo e fra governo e opposizione.

La Vos Thalassa opera nel Mediterraneo come nave rifornimento per una piattaforma petrolifera della Total. Già lo scorso giugno era stata protagonista di un precedente salvataggio di migranti, poi trasbordati su una nave militare italiana.