Forlì, colpi di pistola ad aria compressa contro due immigrati

Gli investigatori stanno cercando di stabilire se dietro ai due episodi ci sia la stessa mano. La comunità africana valuta una protesta di piazza

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    Forlì, colpi di pistola ad aria compressa contro due immigrati

    A Forlì due immigrati africani sono stati feriti a colpi di pistola a pallini a distanza di pochi giorni. Si tratta di un ivoriano di 33 anni e di una donna nigeriana. Gli investigatori stanno cercando di capire se si tratti della stessa mano in entrambi gli episodi, anche grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza.

    Un attacco è avvenuto due sere fa in viale Bolognesi dove l’uomo ivoriano in sella ad una bici è stato impallinato da un colpo sparato da un’auto che lo ha affiancato. L’uomo ha riportato ferite all’addome guaribili in 10 giorni.

    L’altro attacco è avvenuto nella notte tra lunedì e martedì in corso Garibaldi dove una donna nigeriana è stata avvicinata da un motorino con due persone a bordo. Una delle due le ha sparato con una pistola da softair. La vittima non ha denunciato per paura e l’episodio è stato riferito dal componente della consulta degli stranieri, Gbeu Serge Diomande.

    Per la comunità africana cittadina si tratta senza dubbio di aggressioni a matrice xenofoba e sta valutando di scendere in piazza per manifstare.

    “Se questa cosa fosse vera, ma le indagini sono in corso, sarebbe molto grave. Aspettiamo che vengano fatte tutte le indagini, perché è una cosa che ci lascia sbigottiti”, afferma ai microfoni dell’Ansa l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Forlì, Raoul Mosconi. L’assessore ricorda come il Comune di Forlì sia un stato una delle prime città in Italia a dotarsi di una consulta per gli stranieri, nel 1996.

    Il precedente

    Quella di Forlì non sarebbe la prima aggressione razzista: a giugno a Caserta un ragazzo del Mali è stato affiancato da un’auto dalla quale sono stati esplosi alcuni colpi di fucile ad aria compressa. Secondo la vittima, i suoi aggressori inneggiavano a Salvini.