Razzismo in Italia: casi recenti

Con maggiore potere alla Lega sono state sdoganate delle 'forme di razzismo sostenibili'. Sembra quindi del tutto normale poter offendere e insultare chi ha il colore della pelle diversa, ridere dei morti naufragati in mare, imprecare contro gli stranieri che sono 'animali', alimentare la narrazione dell'immigrato scansafatiche che ci ruba soldi, mogli, lavoro

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    Casi di razzismo in Italia
    / Ansa

    La domanda è: gli italiani sono sempre stati particolarmente razzisti (e non lo esternavano) o lo sono di più da quando c’è Matteo Salvini al governo? Certo è che con il leader leghista a dirigere il ministero degli Interni, tanti che prima evitavano anche solo di parlare ora si sono autolegittimati ad uscire allo scoperto per attaccare l’africano di turno, in una guerra dei pezzenti che mette in contrapposizione italiani ‘bianchi’ contro il resto del mondo. Con maggiore potere alla Lega sono state sdoganate delle ‘forme di razzismo sostenibili’. Sembra quindi del tutto normale poter offendere e insultare chi ha il colore della pelle diversa, ridere dei morti naufragati in mare, imprecare contro gli stranieri che sono ‘animali’, alimentare la narrazione dell’immigrato scansafatiche che ci ruba soldi, mogli, lavoro e che ha il telefonino di nuova generazione migliore del proprio. La realtà odierna è molto più complicata di quanto possano spiegare i politici, o alcuni giornalisti, anche perché gli episodi di razzismo non sono mai mancati nella cronaca italiana, così abbiamo deciso di riportare di seguito i più recenti accaduti nel Bel Paese.

    Razzismo in Italia: il bimbo cacciato dal parco giochi

    Il 3 luglio 208 il Corriere Romagna pubblica una intervista a una mamma che ha raccontato come il suo bambino di soli cinque anni sia stato preso di mira da un gruppo di ragazzine per il colore della pelle. Lo hanno insultato e lo hanno cacciato dal parco dove stava giocando insieme ai fratellini di undici e tredici anni. ”Fai schifo, sei nero, con te non gioco, vattene via da qui, non ci puoi stare perché sei nero”, sono state alcune delle frasi dette al bambino. La mamma ha poi tentato di parlare con i genitori delle bambine, ma nemmeno loro hanno ammesso la gravità del fatto, anzi hanno sminuito la faccenda affermando che in una società sempre più multietnica bisogna abituarsi a questo tipo di situazioni. La mamma del bambino insultato ha concluso dicendo di sperare che nella sua vita il figlio in futuro non si debba giustificare e stare sulla difensiva per il colore della sua pelle.

    Razzismo in Italia: il cane aizzato contro l’ambulante

    Il tre luglio 2018 l’Espresso pubblica un episodio di razzismo avvenuto in Liguria titolando: “Hanno aizzato un cane contro un ambulante sulla spiaggia. E tutti applaudivano e ridevano”. A raccontarlo è una donna che spiega l’accaduto, ma soprattutto riporta gli insulti che diversi bagnanti le hanno rivolto quando lei ha chiesto perché stessero esultando, dopo che la padrona di una cane lo aveva aizzato contro un ragazzo di colore che stava vendendo libri: ”Quel cane è il Number One, e tu vaffanc*lo, puttana buonista del ca..o. Prenditeli tu i negri a casa tua, così ti scopano meglio di tuo marito”. La signora padrona del cane ha risposto invece con più sobrietà: “Il mio cane, come me, odia i negri”.

    Razzismo in Italia: i bambini al centro estivo di Rimini

    Il 29 luglio 2017 i giornali riportano il caso di razzismo tra bambini in un centro estivo di Rimini. Un bambino, rivolgendosi a una bambina di colore che era sui pattini, ed è caduta a terra, le si è avvicinato dicendole duramente: ‘Ti sta bene che sei caduta. È a terra che devono stare i negri’. Poi un altro bambino l’ha apostrofata dicendo di spostarsi: ‘Vicino a una negra io non ci sto’. Sembra chiaro che in questo caso le parole pronunciate dai questi bambini di soli 8 anni sono state ascoltate in famiglia. La mamma della bambina ha poi scritto un messaggio su Facebook, rivolgendosi a tutti i genitori: ‘Dovete iniziare a insegnare ai vostri figli il rispetto per il prossimo a prescindere dal colore della pelle, dalla religione e dalla nazionalità. Quel che è successo, un bambino di otto anni che usa termini tipo “io vicino a una negra non ci sto”, fa male all’anima e mi fa capire come le generazioni future abbiano il vuoto dentro e covino l’odio per il prossimo, soprattutto se diverso. Non me la prendo con i bambini ma coi i genitori che invece di insegnare il rispetto reciproco e l’amore per il prossimo inculcano l’odio e il razzismo nelle teste e nei cuori dei propri figli’.