A 50 anni con un tumore al cervello trova la forza di laurearsi in ospedale. La storia di Olga

Non potendo raggiungere l'università è stata la commissione ad andare da lei nella struttura ospedaliera, permettendole così di realizzare il suo sogno

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    A 50 anni con un tumore al cervello trova la forza di laurearsi in ospedale. La storia di Olga

    La storia di Olga D’Eramo è di quelle che restituiscono fiducia nella vita e forza di volontà. A 50 anni è stata ricoverata d’urgenza all’ospedale di Ovada, in provincia di Alessandria, a causa di un’emorragia cerebrale. Grazie a quel drammatico episodio la donna ha scoperto di avere un tumore al cervello. Il destino ha voluto che Olga si sentisse male poco prima di un giorno molto importante, quello della sua laurea. La donna, iscritta alla facoltà di Psicologia dell’Università telematica internazionale UniNettuno, nonostante la terribile diagnosi ricevuta non ha perso la voglia di lottare e ha continuato a studiare anche durante il ricovero. Grazie alla solidarietà della commissione e all’appoggio del rettore, la sua laurea si è svolta tra le mura della struttura ospedaliera.

    ‘Ero infilata nella Tac, non parlavo, non vedevo, non camminavo. Eppure pensavo solo: adesso come faccio? A fine marzo mi devo laureare’, ha raccontato la donna al quotidiano La Stampa. Grazie alla sua tenacia e caparbietà Olga è riuscita a discutere la sua tesi ‘Parità di genere nel mondo dei motociclisti’ e laurearsi in Discipline psicosociali, non solo, ha ottenuto anche un’ottima valutazione: 107 su110. La laurea di Olga è stata possibile anche grazie alla collaborazione dell’Asl locale e del personale dell’Università UniNettuno che ha organizzato una sessione di laurea speciale fuori dall’ateneo, direttamente in ospedale.

    I ringraziamenti pubblici all’Università su Facebook

    ‘Se oggi sono arrivata qui, a discutere la mia tesi, lo devo a tutte quelle persone che mi sono state vicine. A mia sorella Valeria, a mia mamma Germana, alle mie amiche e amici, Manuela, Ornella, Teresa, Gianni, Marco, Andrea, Maria, ai medici e agli infermieri, che mi hanno dato speranza e amore. A mio marito Marco, che è stato sempre qui tenendomi la mano, e a questo ospedale, che per me è una casa. Mi dicono tutti che sono una guerriera ma nessuno può esserlo da solo’, ha dichiarato Olga a La Stampa prima di discutere la sua tesi davanti alla commissione giunta apposta per lei in ospedale.

    La neo laureata, dopo il risultato raggiunto, è stata fotografata e la sua immagine è stata pubblicata sul gruppo dell’Università accompagnata da sentiti ringraziamenti nei confronti dell’Ateneo e del suo rettore: ‘Non ci sono parole per descrivere la gratitudine che Olga e noi colleghi abbiamo nei confronti del Rettore, prof.ssa Maria Amata Garito, e dei docenti che quest’oggi hanno permesso che Olga discutesse la tesi di laurea in ospedale. Avete dato un segno tangibile di professionalità e umanità e non potevate trovare modo migliore per esprimere il concetto di università senza confini’.