Arrestato maestro di musica per pedopornografia: sul pc anche foto di Yara

Dalla perquisizione domiciliare è emersa un'enorme quantità di video e immagini di bambini anche molto piccoli coinvolti in atti sessuali con adulti. Tra le foto anche alcune di un'alunna del maestro

Pubblicato da Beatrice Elerdini Venerdì 29 giugno 2018

Arrestato maestro di musica per pedopornografia: sul pc anche foto di Yara
Conferenza stampa degli agenti del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Abruzzo di Pescara / ansa

Arresto a Pescara per un insegnante di musica di 49 anni trovato in possesso di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico recuperato dalla Polizia postale su hard disk, cellulari e computer. All’uomo è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal gip del Tribunale dell’Aquila, con l’obbligo di non allontanarsi dalla propria abitazione senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria e di non avere alcun contatto telefonico o telematico con persone diverse dai familiari conviventi.

Le ricerche a carico del 49enne erano scattate lo scorso dicembre, nell’ambito di indagine allargata partita da Milano. L’uomo che viveva in un Comune del litorale abruzzese, lavorava in una scuola della zona ed effettuava anche lezioni private. Gli agenti di Polizia, nel corso di una perquisizione domiciliare, hanno trovato sui suoi supporti informatici una quantità considerevole di materiale hard con minori: 5.600 video e 130mila immagini pornografiche, di cui 1.075 pedopornografiche. Sono state recuperate anche foto di Yara Gambirasio (la tredicenne scomparsa nel novembre del 2010 a Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo), di un’alunna del maestro e numerosi video con bambini molto piccoli coinvolti in atti sessuali con adulti. Gran parte di questo materiale veniva poi condiviso e scambiato con altri utenti su Skype.

‘La professione che l’uomo esercitava e il contatto costante con i minori sono stati motivo di grande allarme. Le immagini di rilievo trovate nel materiale sequestrato verranno inviate alla banca dati dell’Interpol, nell’ambito della nostra attività quotidiana finalizzata a costruire una rete virtuosa di contrasto a questi fenomeni’, ha spiegato Elvira D’Amato, responsabile della sezione Cybercrime della Polpost di Pescara.