La compagna dell’untore di Ancona: ‘Ha contagiato anche me con l’HIV, mi ha ingannata’

L'uomo è stato arrestato dopo una lunga indagine: positivo all'HIV da 11 anni, aveva volontariamente rapporti sessuali non protetti.

Pubblicato da Kati Irrente Giovedì 14 giugno 2018

La compagna dell’untore di Ancona: ‘Ha contagiato anche me con l’HIV, mi ha ingannata’
Claudio Pinti, foto diffusa dalla Polizia / ansa

E’ stato arrestato dagli agenti della squadra mobile un uomo malato di HIV che, pur essendo a conoscenza della sua condizione, volontariamente aveva rapporti non protetti con i suoi partner. L’indagine, a cui hanno lavorato gli uomini della Polizia di Stato di Ancona in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, è stata lunga ma ha permesso, infine, di portare in carcere l”untore’. Si chiama Claudio Pinti. La sua foto è stata divulgata dalla Polizia di Stato per esigenze investigative e per il rilevante interesse pubblico che potrebbe riguardare eventuali altre vittime di reato. La Squadra mobile di Ancona sta cercando di contattare coloro che abbiano eventualmente avuto incontri sessuali con Claudio Pinti.

Claudio Pinti arrestato

L’uomo con HIV arrestato dalla polizia di Ancona era consapevole di essere affetto dal virus dell’immunodeficienza umana (l’agente responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita, ossia l’AIDS) da 11 anni. E’ stato arrestato con l’accusa di lesioni gravissime per aver contagiato consapevolmente con il virus Hiv diverse partner occasionali oltre alla compagna attuale.

La sua ex convivente è morta nel dicembre 2017 uccisa dall’Aids.

Secondo gli inquirenti il 36enne avrebbe avuto rapporti con oltre 200 persone e non si esclude la possibilità di eventuali rapporti omosessuali.

E’ Negazionista

Pinti, nonostante la sua positività al virus, aveva rapporti sessuali con i suoi partner senza adottare alcuna precauzione. Avrebbe anche rivelato agli inquirenti di essere un negazionista e di non credere nell’esistenza del virus Hiv. Ora l’uomo si trova nel carcere di Ancona.

In casa di Pinti sono stati sequestrati due pc, tablet e due telefoni: i poliziotti stanno passando al setaccio la cronologia dei contatti telefonici e via chat per risalire alle potenziali vittime di contagio a tutela della salute pubblica e per permettere loro di fare accertamenti o iniziare eventualmente le cure del caso.

Parla la compagna di Claudio Pinti: ‘Mi ha ingannata’

Ed è la compagna dell’autotrasportatore anconetano – di Agugliano – che ha spiegato cosa l’ha portata alla denuncia che ha poi prodotto l’arresto di Pinti con l’accusa di aver contagiato tante persone con il virus Hiv: ”Sono stata defraudata della libertà di scegliere e ingannata rispetto alla patologia di cui è affetto. Voglio evitare che altre possano correre lo stesso rischio”.

I due si frequentavano da febbraio, a maggio la donna si sente male e decide di fare dei controlli, anche perché aveva sentito delle voci in paese a proposito dello stato di salute del 36enne. Si reca presso il reparto di Malattie infettive degli Ospedali Riuniti di Ancona e scopre una verità sconcertante: ha il virus Hiv.

Scioccata, decide di mettere alle strette il compagno, via Whatsapp parte una lunga corrispondenza tra i due: lei chiedeva spiegazioni, lui talvolta ammetteva parzialmente, a volte negava con convinzione la malattia. Per convincere la donna di non avere l’HIV, la polizia ha riferito che l’uomo le avrebbe anche inviato un video-selfie in cui mostrava un kit per il prelievo del sangue.

Si cercano altre vittime di Pinti

La polizia sta quindi cercando di contattare coloro che abbiano eventualmente avuto incontri sessuali con Claudio Pinti, dato che l’uomo ha parlato di rapporti non protetti con circa 200 donne. Chiunque fosse in possesso di notizie utili è pregato di contattare con urgenza il personale della Polizia di Stato – Squadra Mobile di Ancona, negli orari mattina o pomeriggio al numero 0712288595.