Spara alla moglie nello studio del notaio e poi si uccide

Omicidio-suicidio in via Rialto a Udine in uno studio notarile dove un 80enne ha ucciso la moglie con un colpo d'arma da fuoco e poi si è tolto la vita tra i presenti ad un atto di rogito

Pubblicato da Redazione NanoPress Mercoledì 13 giugno 2018

Spara alla moglie nello studio del notaio e poi si uccide
By ChiccoDodiFC – shutterstock

Dovevano completare un atto di rogito in uno studio notarile di Udine in via Rialto, Giuliano Cattaruzzi, 80 anni e la moglie Donatella Briosi, di 64 anni. Ma poco dopo le 10.00 di questa mattina mentre tutto era pronto per le firme Cattaruzzi invece di impugnare una penna ha estratto una pistola che nascondeva sotto l’abito, ha sparato alla testa della sua signora e poi si è tolto la vita. Il tutto davanti allo sguardo allibito della coppia che stava acquistando loro la casa e dell’avvocato che stava seguendo la pratica, ferito di striscio dallo sparo, per fortuna in maniera non grave. Nello studio oltre alla coppia vittima di questo sconcertante omicidio-suicidio erano presenti altre 5-6 persone.

Da quanto si apprende le due coppie di coniugi, una di acquirenti e l’altra di venditori, si trovavano al cospetto del notaio per un atto di compravendita di un immobile che si trova a Tarcento. Durante la discussione e le pratiche di rito Cattaruzzi ha dunque sparato alla moglie e poi spostandosi in un altra zona dello studio ha rivolto l’arma contro se stesso, uccidendosi. Oltre al personale medico, sul posto sono intervenuti la polizia e i carabinieri. Gli spari si sono sentiti fino in strada, creando momenti di panico tra i numerosi passanti che affollavano la via a quell’ora. I motivi del folle gesto sembra siano dovuti alla separazione che era in corso tra la coppia che stava cedendo la proprietà.
C’è stata grande paura anche per la collega che stava seguendo il rogito. Non conoscevo i clienti, la collega mi ha riferito che questa era solo l’ufficializzazione dell’accordo dopo diversi incontri” ha commentato Il notaio Paolo Alberto Amodio, titolare dello studio, che al momento degli spari non si trovava nella stanza dove avvenuto il tagico fatto.