Litigare davanti ai figli è reato: la sentenza della Cassazione

Litigare in maniera violenta davanti ai figli costituisce reato, perché le liti tra genitori - con i bambini che assistono - sono equiparati ai maltrattamenti in famiglia

Pubblicato da Kati Irrente Lunedì 11 giugno 2018

Litigare davanti ai figli è reato: la sentenza della Cassazione
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Quando i genitori litigano in maniera violenta davanti ai loro figli siamo in presenza di un reato, ossia del reato di maltrattamenti in famiglia. Con una sentenza della Cassazione si mette luce su un argomento spinoso che riguarda la quotidianità in famiglia. Il clima di tensione generato da due genitori tra le mura domestiche può avere ripercussioni anche pesanti sulla psiche dei bambini, per questo i giudici della Corte Suprema hanno stabilito che, se i genitori litigano tanto violentemente da danneggiare l’equilibrio psicofisico de figli si configura senza dubbio il reato di maltrattamenti in famiglia.

Litigare davanti ai figli può essere considerato reato di maltrattamento di minori in famiglia, anche se i bimbi hanno pochi anni e pochi mesi di vita, e addirittura se il figlio deve ancora nascere, ossia se è un feto che si trova ancora nel grembo materno, perché un feto è in grado di percepire tutto ciò che avviene nell’ambiente circostante.

Genitori che litigano davanti ai figli: la sentenza della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione si è pronunciata su un ricorso presentato da una donna che era stata condannata (insieme al convivente) per avere litigato davanti ai loro bimbi in maniera molto violenta.

La signora sosteneva che i suoi figli non si erano mai trovati “direttamente oggetto di aggressioni o soprusi, né di violenza psicologica”, per cui chiedeva al tribunale l’annullamento della sentenza a suo sfavore.

I Giudici della Cassazione, però, hanno invece interpretato la norma sostenendo che i bambini sono stati oggetto dei maltrattamenti anche se non hanno ricevuto un ceffone, ma solo per il fatto di essersi trovati ad assistere al violento litigio tra i genitori.

Per i giudici i bambini minori possono riportare danni ”fisiopsichici” e ”ferite psicologiche indelebili” anche solo se assistono da spettatori e se vivono in un clima di tensione generato dai genitori. Infatti anche la paura generata dalle emozioni causate dalle violente dispute dei genitori può essere interpretata come una forma di maltrattamento. Vedere i genitori che si lanciano piatti o si minacciano, o si offendono con parole terribili, può essere considerata una forma di maltrattamento dei figli.

I genitori responsabili non devono mai e poi mai, in sostanza, dare vita a ”episodi di aggressività fisica e psicologica, condotte vessatorie e continui litigi, minacce e danneggiamenti di suppellettili” senza essere potenzialmente accusati di maltrattamenti ai danni dei minori. Verso i quali i genitori possono addirittura perdere la patria potestà.