Fermo: scarcerato il pensionato che ha ucciso la moglie con tre colpi di fucile

Il delitto a Porto Sant'Elpidio, in provincia di Fermo

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    Fermo: scarcerato il pensionato che ha ucciso la moglie con tre colpi di fucile

    Giuseppe Valentini, il 79enne che ha ucciso la moglie Silvana Marchionni dopo un litigio nella loro casa di Porto Sant’Elpidio, località in provincia di Fermo, è stato scarcerato dopo poche ore dal delitto perché il giudice ha ritenuto non esserci motivi validi per la sua custodia in carcere, dato che non sussiste alcun pericolo di fuga né di reiterazione del reato. L’uomo potrà quindi scontare gli arresti domiciliari a casa del figlio, ma non nella casa dove è avvenuto il femminicidio, dal momento che è ancora posta sotto sequestro per consentire agli inquirenti di svolgere tutte le indagini del caso.

    Giuseppe Valentini, pensionato, aveva ucciso la moglie Silvana Marchionni a colpi di fucile la mattina del 21 maggio scorso. La donna, 77 anni, era stata raggiunta da tre colpi di fucile mortali sparati in pieno petto, presumibilmente al termine di un litigio nella loro casa della località in provincia di Fermo.

    All’arrivo presso l’abitazione in cui ha avuto luogo il delitto dei carabinieri, che erano stati chiamati dal figlio della coppia di pensionati che viveva in un appartamento vicino a quello dei genitori, l’uomo è subito apparso collaborativo e ha confessato tutto, ossia di avere sparato alla moglie con il suo fucile, precisando però di non aver preso la mira prima di fare fuoco. I militari hanno accertato che l’omicidio è avvenuto nella camera da letto della coppia e che il fucile da caccia usato dall’uomo era regolarmente registrato.

    Dopo un paio di giorni di carcere, l’uomo, a cui è stato pur convalidato l’arresto, è stato scarcerato ma non è potuto tornare nella sua casa, che è ancora sotto sequestro dal momento che sono ancora in corso le indagini per far luce sul delitto. Quindi il pensionato sarà ospite nella casa del figlio, dove resterà agli arresti domiciliari, come stabilito dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Fermo, Marcello Caporale.

    L’uomo responsabile dell’omicidio della moglie, che nel corso dell’udienza presentava uno stato di shock emotivo allarmante, sarà affiancato da uno psicologo che possa aiutarlo a superare il momento, anche per scongiurare possibili atti di autolesionismo.