Lancia la figlia da un viadotto dell’A14 e si suicida: Filippone ha ucciso anche la moglie

La bambina è morta sul colpo. Nella mattinata era morta la convivente dell'uomo, l'eame autoptico confermerebbe che è stata spinta giù dal balcone di un appartamento per mano del compagno

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    Lancia la figlia da un viadotto dell’A14 e si suicida: Filippone ha ucciso anche la moglie

    Le trattative con i mediatori non sono servite a niente, alla fine Fausto Filippone, 49 anni, è morto gettandosi nel vuoto dal viadotto della autostrada A14 a Francavilla a Mare (Chieti), intorno alle 20 di domenica 20 maggio. Il dramma si è concluso dopo 5 ore in cui ha tenuto con il fiato sospeso tutta Italia. Nel pomeriggio l’uomo aveva già gettato giù dallo stesso cavalcavia la figlia di dieci anni, morta sul colpo, al cui corpo Filippone non voleva far avvicinare nessuno. In più gli inquirenti pensano che ci sia stato sempre l’uomo dietro l’incidente che ha portato alla morte la sua compagna e madre della bambina, Marina Angrilli, 52 anni, insegnante a Pescara: la donna era deceduta in ospedale, morta per le ferite dopo una caduta dal quarto piano di una casa. Dopo l’autopsia sul corpo della donna, gli inquirenti sembrano non nutrire altri dubbi in merito, l’uomo ha ucciso anche la moglie, buttandola giù dal balcone di un appartamento a Chieti Scalo.

    Francavilla, Filippone ha ucciso anche la moglie: la conferma dall’autopsia

    Dopo alcuni giorni dalla tragedia familiare che ha scosso l’Italia, l’autopsia sul corpo di Marina Angrilli ha permesso di accertare, dalle analisi sulle lesioni sul corpo della donna, che è stata gettata all’improvviso dal balcone, vista anche la traiettoria che ha seguito il corpo schiantato sul selciato. Gli inquirenti quindi sono arrivati alla conclusione che la donna non si sarebbe suicidata e non sarebbe caduta per un incidente, per un malore o in seguito a una colluttazione.

    Le trattative con Filippone e il suicidio

    Gli uomini di polizia e carabinieri hanno cercato di parlare con Fausto Filippone a lungo, per tentare di farlo desistere dal gesto disperato.

    L’uomo è rimasto per diverse ore aggrappato al parapetto del viadotto Alento, a Francavilla al Mare, con i piedi su una soletta di cemento, sempre minacciando di buttarsi se qualcuno si fosse avvicinato al corpo della bambina che aveva lanciato giù poco prima. La quale, secondo testimoni, non avrebbe gridato, quindi si è pensata che possa essere stata sedata o più verosimilmente che fosse terrorizzata dalle azioni del padre.

    L’uomo aveva continuato a urlare per ore a investigatori e soccorritori di non avvicinarsi alla figlia, che giaceva ai piedi del ponte, minacciando in caso contrario di gettarsi nel vuoto.

    “Fermi, fermi, andatevene con quell’affare, non lo gonfiate”, aveva pure gridato il 49enne ai vigili del fuoco che stavano eseguendo il collocamento del telone di salvataggio,

    E prima di gettarsi nel vuoto, l’uomo, a cui era morta la madre da circa un paio di mesi, ha chiesto perdono a tutti, chiedendo un’ultima volta le condizioni di salute della compagna e della figlia, alla quale continuava a non far avvicinare nessuno.

    Poche ore prima, nella mattinata era avvenuta la morte della convivente dell’uomo e madre della ragazzina, dopo una caduta dal quarto piano di un appartamento del compagno a Chieti Scalo, che veniva di solito affittato agli studenti universitari. Non ci sarebbero testimoni oculari ma verso le 14 qualcuno ha sentito un urlo. Tra le ipotesi della Procura, confermata ora dall’autopsia eseguita sul cadavere della donna, c’è anche quella che Filippone abbia spinto la compagna, deceduta poi in ospedale per le gravi lesioni riportate.

    Ad assistere alla tragedia che si è consumata al chilometro 390, sul viadotto Alento, erano presenti anche alcuni parenti dell’uomo, che era conosciuto in quanto dirigente della società Brioni Spa.

    Il sindaco di Francavilla a Mare, Antonio Luciani, rimasto per ore nell’area del viadotto sulla Fondovalle sulla A14, ha commentato la vicenda: “E’ un dramma per cui non trovo parole, se non dolore per le povere vittime”.