L’Aquila: dopo il terremoto nessuna scuola è stata ricostruita

Subito dopo il terremoto e in piena emergenza post sismica erano stati in fretta messi in piedi 36 Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio (i Musp) che, secondo quanto dichiarato dalle stesse ditte produttrici, potevano durare circa 4 anni. Lentezze burocratiche hanno complicato la ricostruzione

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    L’Aquila: dopo il terremoto nessuna scuola è stata ricostruita

    Dopo il terremoto a l’Aquila del 2009 nessuna scuola è ancora stata ricostruita nonostante i fondi stanziati (44 milioni) siano disponibili dal 2013-2014. I bambini e i ragazzi, a oltre nove anni dal terremoto, sono costretti a seguire le lezioni in container improvvisati, dal momento che gli edifici scolastici della zona ad alto rischio sismico non sono stati adeguati alle norme antisismiche, e di fatto non sono praticabili.

    Subito dopo il terremoto e in piena emergenza post sismica, a settembre 2009 erano stati in fretta messi in piedi 36 Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio (i Musp) che, secondo quanto dichiarato dalle stesse ditte produttrici, potevano durare circa 4 anni.

    Ad oggi, quasi tutti i bambini e i ragazzi studenti a l’Aquila presso le scuole primarie, scuole medie, liceo musicale e istituto alberghiero, seguono le lezioni nei prefabbricati. Addirittura ci sono bambini nati poco prima e dopo il sisma, che non hanno mai frequentato una vera scuola, ossia non sono mai entrati in un edificio scolastico ‘classico’, costruito in muratura.

    E il problema concreto è che i container si stanno, piano a piano, distruggendo, prima di tutto a causa delle infiltrazioni d’acqua e dalle condizioni climatiche. Poi ci sono problemi alle fogne e ai condizionatori, che non funzionando rendono difficile il fruire dei prefabbricati, soprattutto quando il clima non è mite.

    Dal momento che una parte di denaro per la ricostruzione è stato assegnato, ci si chiede cosa impedisce a chi è preposto di finanziare i progetti che sono meritevoli di essere portati a termine. Spesso è la burocrazia che non aiuta, come anche la mancanza di personale preposto al disbrigo delle pratiche.

    Dopo le recenti scosse di terremoto in Abruzzo, che continuano da mesi a preoccupare la popolazione residente e non solo, il problema sicurezza degli edifici scolastici aquilani è tornato in auge, ma non sono solo gli studenti a lanciare l’allarme, dato che anche genitori e insegnanti non ce la fanno più a sopportare una situazione di stallo del genere.

    Ormai non c’è più tempo da perdere, occorre intervenire repentinamente per un adeguamento sismico degli edifici scolastici presenti nel territorio dell’Aquila, per evitare che il prossimo inverno tutti gli studenti del capoluogo abruzzese siano costretti a dover ancora frequentare le lezioni nei MUSP che sono ormai sempre più inagibili.