Papa Francesco preoccupato per i giovani: ‘Troppi selfie, non gli interessa stringermi la mano’

'Sono giovani virtualizzati. Il mondo delle comunicazioni virtuali è buono ma quando diventa alienante ti fa dimenticare di dare la mano, ti fa salutare col telefonino', ha dichiarato Bergoglio.

Pubblicato da Beatrice Elerdini Martedì 15 maggio 2018

Papa Francesco preoccupato per i giovani: ‘Troppi selfie, non gli interessa stringermi la mano’
Papa Francesco / ansa

Papa Francesco durante l’incontro con la Diocesi di Roma sulle ‘malattie spirituali’, a San Giovanni in Laterano ha espresso la sua preoccupazione per i giovani troppo concentrati sulla tecnologia e sul modus operandi della Chiesa: ‘Forse ci siamo chiusi in noi stessi. Dobbiamo ascoltare il grido che sale dalla nostra gente di Roma’. A tutti i presenti, vescovi, preti e anche laici, ha parlato della necessità di cambiare rotta: ‘Forse ci siamo accontentati di quello che avevamo: noi stessi e le nostre pentole’.

Il Pontefice ha denunciato ‘una generale e sana stanchezza delle parrocchie sia di girare a vuoto sia di aver perso la strada da percorrere’. I rischi di rimanere chiusi nel proprio mondo senza dare ascolto alle voci della gente sono molteplici: ‘Sterilità, individualismo ipertrofico, frantumazione sociale, isolamento, paura di esistere’. Un processo involutivo che porta a divenire ‘un non-popolo’.

La sua preoccupazione principale sono i giovani, il cuore pulsante di ogni società, attualmente a rischio di alienazione culturale: ‘I giovani sono una preda facile… Le proposte che fanno ai giovani sono tutte alienanti: dei valori, della società, della realtà, propongono fantasia di vita. Mi preoccupa che loro comunichino e vivano nel mondo virtuale. Così, senza piedi per terra’. A tal proposito Bergoglio ha ricordato un recente episodio, la visita alla sede romana di Scholas Occurrentes: ‘C’erano tantissimi giovani, facevano chiasso, chiasso. Erano contenti di vedermi, ma pochi davano la mano, la maggior parte stava col telefonino su: Foto, foto, selfie, selfie!’. La loro realtà è quella, quello è il mondo reale, non il contatto umano. E questo è grave. Sono giovani virtualizzati. Il mondo delle comunicazioni virtuali è buono ma quando diventa alienante ti fa dimenticare di dare la mano, ti fa salutare col telefonino’.

Secondo Papa Francesco una necessità impellente è quella di riportare i giovani sulla terra, ricondurli sulla via del contatto umano: ‘Bisogna far atterrare i giovani nel mondo reale, senza distruggere le cose buone che può avere il mondo virtuale’. E in questo processo delicato può essere molto utile ‘fare qualcosa per gli altri’. La solidarietà come mezzo per ripristinare nei giovani la loro vita concreta, oltre a quella virtuale sempre più dominante. Di grande importanza è anche il dialogo con gli anziani: ‘Con i genitori no perché sono di una generazione le cui radici non sono molto ferme; invece il dialogo coi vecchi aiuta i giovani sradicati a ritrovare le radici necessarie per andare avanti’.