Prostitute italiane in Svizzera: ‘In trasferta si guadagna di più’

Il resoconto de Le Iene sul fenomeno delle prostitute italiane in Svizzera

Pubblicato da Kati Irrente Giovedì 19 aprile 2018

Prostitute italiane in Svizzera: ‘In trasferta si guadagna di più’
via Le Iene / foto

‘Qui riesco ad alzare anche 15-20mila euro al mese, in Italia me li sognavo’, dice schiettamente una delle prostitute italiane in Svizzera intervistate da Le Iene, il cui servizio è andato in onda nella puntata di mercoledì sera 18 aprile. Molte ragazze che varcano il confine per prostituirsi sono giovanissime, anche alle prime armi, altre invece sono ‘veterane’ del mestiere più antico del mondo. Donne che hanno un vissuto diverso e che hanno avuto esperienze diverse, ma tutte sono d’accordo su una cose: in Svizzera le prostitute guadagnano più che in Italia.

Fuori dall’Italia anche prostituirsi conviene di più! Ne sono convinte – conti alla mano – le ragazze intervistate in Svizzera, che per una prestazione amorosa di mezz’ora riescono a tirare su anche 100 euro.

”In un’azienda (in Italia, ndr) mi darebbero 400 euro al mese con uno stage, io qui 400 euro li faccio in due ore!”, racconta una ragazza, mentre l’altra precisa: ”Qui riesco ad alzare anche 15-20mila euro al mese, in Italia me li sognavo. Affitto questa stanza per 100 euro al giorno, me la ripago velocemente e guadagno altri 400-500 euro al giorno, tutti i giorni”.

Un’altra racconta la sua esperienza, in Svizzera è stata ‘la prima volta’, in Italia non si era mai prostituita: ”Ho fatto la cameriera, la commessa, la barista – racconta spiegando che il fatto di essere ‘autonoma’ le piace – Vado con chi voglio, se un uomo non mi piace non ci vado. In Italia posso fare un lavoro normale quando voglio, ma per ora resto qui. E poi si pagano troppe tasse…”

Il dato interessante è molte italiane che sono prostitute in Svizzera sono giovanissime: ”Sono ragazzine, di 18-20 anni – ammettono le più ‘anziane’ – sono inesperte e impacciate. Tante ragazze sono del Sud, ci chiedono consigli perché non hanno idea di come fare”.

Un’altra giovane prostituta racconta divertita la sua ‘nuova vita’: ”In Italia lavoravo 7 giorni su 7 come grafica, un mio amico mi ha parlato di questo locale: gli ho detto portami, voglio vedere com’è”, e scherza: ”Sono due anni che in discoteca la do via gratis, almeno qui mi pagano. Secondo me se porti qualsiasi ragazza a fare questo lavoro, farebbero tutte i salti di gioia” anche perché qui, a differenza di quanto accade in patria: ”Siamo tutelate. In Italia ho lavorato anche per strada, poi spesso non venivo pagata”, racconta un’altra ragazza.

E mentre c’è chi ha bisogno di denaro per ”fare shopping, viaggiare, essere indipendente”, e comprare tutte le cose che ha Chiara Ferragni, quasi tutte sono accomunate dal desiderio di non far mancare nulla ai propri figli. Non potendo contare su altre entrate, la prostituzione in Svizzera sembra essere il giusto compromesso per la maggior parte di queste mamme: ”A loro non manca nulla, non vado fiera di ciò che faccio, ma quando penso che loro frequentano le scuole migliori e non hanno alcun problema, sono soddisfatta”.