Colpo alla rete del boss mafioso Messina Denaro, numerosi gli arresti

Individuata rete di smistamento dei pizzini, nel mirino diversi fiancheggiatori del più famoso capomafia latitante

Pubblicato da Redazione NanoPress Giovedì 19 aprile 2018

Colpo alla rete del boss mafioso Messina Denaro, numerosi gli arresti

Un maxi blitz coordinato da Carabinieri, Polizia e Dia ha portato all’arresto di 21 presunti affiliati alle famiglie mafiose di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna. Le accuse nei confronti degli indagati sono, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, detenzione di armi e intestazione fittizia di beni. Tutti reati aggravati dalle modalità mafiose. Il ventiduesimo provvedimento riguarda il superlatitante Messina Denaro, e al momento resta ineseguito.

L’indagine ha consentito di individuare, in particolare, la rete utilizzata dal capo di Cosa Matteo Messina Denaro nella catena di smistamento dei pizzini. Pedinamenti, appostamenti e intercettazioni hanno ribadito come Cosa nostra eserciti un controllo capillare del territorio e ricorra sistematicamente alle intimidazioni per infiltrare il tessuto economico e sociale. Decisive le numerose intercettazioni che vedevano protagonisti, di volta in volta, i fedelissimi di Messina Denaro.

Mafia:colpo a rete Messina Denaro,22 fermi in SiciliaUn fermo immagine tratto da un video mostra un momento dell’operazione eseguita da Polizia, Carabinieri e Direzione investigativa antimafia che ha portato al fermo dei di 21 presunti affiliati alle famiglie mafiose di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna (Trapani) / ansa

Finiscono così in carcere tra gli arrestati i cognati della “primula rossa” di Castelvetrano: Gaspare Como e Saro Allegra, i mariti di Bice e Giovanna Messina Denaro. Erano i fidati cognati a reggere le fila della complessa macchina organizzativa attorno al latitante. E’ un’indagine complessa quella sviluppata da un ampio fronte di investigatori e magistrati che conoscono a fondo le mosse dei boss. Da una parte, i poliziotti del Servizio centrale operativo della polizia, con le squadre mobili di Palermo e Trapani; dall’altra, i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani. Intercettazioni che sono sono un tassello importante per provare a ricostruire il mistero di una latitanza che dura da troppo tempo, dal 1993, dai tempi delle bombe di mafia di cui Messina Denaro è responsabile.