Eredita 3 miliardi di lire ma non può cambiarle in euro

Era un eredità del nonno conservata in una cassetta di sicurezza in Svizzera ma Bankitalia non li può convertire in euro

Pubblicato da Riccardo Mantica Mercoledì 18 aprile 2018

Eredita 3 miliardi di lire ma non può cambiarle in euro

Scoprire di essere diventato milionario ma in realtà avere in mano “carta straccia” deve essere davvero sconcertante. Dallo choc nel contare migliaia di banconote, quasi 3 miliardi delle vecchie lire, alla nuda e cruda realtà. Non possono essere cambiati in euro. E’ questa la storia riportata di Luigi C., 48enne funzionario di banca, che ha realizzato di aver ricevuto un’eredità miliardaria dal nonno senza poterne godere perché la somma è in lire.

Nonno Francesco, imprenditore edile di un certo successo, si era spento a 89 anni, nel luglio del 2017. Il nipote Luigi aveva perso i genitori nel 1993 e sapeva di essere l’unico erede del nonno paterno, quanto sapeva che il nonno, imprenditore edile di un certo successo, era benestante e avesse messo da parte una bella cifra. Di fatto dal nonno defunto aveva già ereditato due appartamenti, due conti correnti con somme ragguardevoli e un portafoglio di titoli azionari già convertiti in euro. Poi la beffa. Luigi poco dopo la morte del nonno viene contattato dall’Ubs di Lugano e con il direttore della filiale svizzera apre una cassetta di sicurezza appartenente proprio a nonno Francesco.
Una montagna di banconote da 500mila e 200mila lire. Quasi la fatica a contarle. Totale, due miliardi e 950 milioni. Denaro che facilmente si poteva far rientrare in Italia. Già perché è denaro privo di valore corrente, perché per la legge quei fogli di carta al momento non valgono più nulla. Per lo Stato Italiano, infatti, la conversione delle lire in euro poteva essere fatta solo entro 10 anni dall’ingresso della moneta unica europea. La scadenza era il 2012, ovvero sei anni fa. Ora rimane solo la possibilità di una lunga battaglia legale, con tanto di causa tra gli avvocati della Fondazione Italiana Risparmiatori, alla quale il signor Luigi si è rivolto, e Bankitalia.