Diversity Media Awards: i candidati ai ‘premi Oscar lgbt’ italiani

I Diversity Media Awards sono il primo riconoscimento europeo che premia i migliori contenuti media che hanno contribuito a una rappresentazione valorizzante delle persone e delle tematiche LGBTI.

Pubblicato da Kati Irrente Mercoledì 18 aprile 2018

Diversity Media Awards: i candidati ai ‘premi Oscar lgbt’ italiani

E’ tutto pronto per i Diversity Media Awards 2018, i riconoscimenti per i migliori contenuti nei media italiani sui temi LGBTI, che saranno consegnati il 23 maggio a Milano durante una serata di gala al Teatro Vetra di Milano. Fino al 20 maggio chiunque potrà scegliere il suo candidato preferito direttamente sul sito di diversity lab, tra tutti i nominati delle varie categorie, che sono: Miglior Film, Miglior Serie Italiana TV, Miglior Serie Straniera TV, Miglior Programma TV, Miglior Programma Radio, Miglior Pubblicità, Personaggio dell’Anno, Miglior Influencer e Premio Media Young assegnato dal pubblico under 25. Saranno anche consegnati tre riconoscimenti ai protagonisti dell’informazione, quindi si potrà votare anche per il Miglior TG, Miglior Articolo d’Informazione e Miglior Articolo di Costume.

Lo slogan dello show di quest’anno è ‘This is me’, ‘Questo sono io’, tratto dal titolo del brano che fa parte della colonna sonora del film The Greatest Showman, considerato un vero e proprio manifesto della diversità. Il claim è intendersi come rivendicazione coraggiosa e orgogliosa della propria identità, qualunque essa sia.

E tutta la serata sarà all’insegna della promozione del valore della diversità che sostiene il cambiamento attraverso la diffusione della conoscenza. Da quando è stata istituita, infatti, la serata di assegnazione dei Diversity Media Awards è il momento ‘visibile’ e pubblico di una attività che Diversity conduce tutto l’anno tra istituzioni, scuole, aziende, media, che ha come scopo non soltanto la mappatura delle ‘buone pratiche’ e degli esempi di rispettosa rappresentazione dei temi LGBTI nei media, ma anche il tracciare linee guida che possano generare un cambiamento verso l’inclusione.

Il Diversity Media Report 2018

Sono stati dunque presentati a Palazzo Marino i contenuti mediatici e i personaggi che nel 2017 più si sono distinti per una rappresentazione rispettosa delle persone e delle tematiche LGBTI. La ricerca è stata condotta da Diversity – fondata e presieduta da Francesca Vecchioni – con Monia Azzalini Responsabile del settore Media e Gender dell’Osservatorio di Pavia e un pool di università italiane. Il ritratto restituito dal Diversity Media Report 2018 mostra da un lato l’uscita delle tematiche LBGTI dall’agenda politica dopo l’approvazione del DDL Cirinnà sulle unioni civili e, dall’altro, uno sdoganamento dei temi nell’ambito della società civile, non ché un incremento delle tematiche LGBTI nelle serie televisive italiane. Cresce anche la presenza dei temi LGBTI nella scelta delle campagne pubblicitarie delle aziende che tendono a proporre la diversità come valore.

Infografica DMR

“Il modo di raccontare persone e storie LGBTI nei media italiani è indicativo del livello di inclusione della società. Chi crea contenuti mediatici e sa raccontare queste storie spesso rappresenta anche altre forme di diversity (genere, età, disabilità, etnia, religione, orientamento sessuale) contribuendo così a promuovere una cultura più inclusiva. La politica – ha dichiarato Francesca Vecchioni – nel 2017 non si occupa più di inclusione e LGBTI ma, dall’analisi dell’informazione dei prodotti mediatici, ci accorgiamo di quanto il tema sia caro alla società civile. Se qualcuno pensava che la legge sulle unioni civili non servisse, o interessasse una minoranza ristretta, si deve ricredere: i dati mostrano quanto importante sia il suo impatto reale sulle persone. Dove non è arrivata la legge – ricordiamo l’assenza del matrimonio egualitario e la tutela per le figlie e i figli di coppie omosessuali – arriva l’immaginario collettivo, con una rappresentazione mediatica che punta su questi temi, di fatto, normalizzandoli”.

diversity media report

E forse non è un caso se molte istituzioni e aziende private in questi anni hanno scelto di essere a fianco di Diversity. Dai patrocini di Commissione europea, Ambasciata del Canada, Commissione interministeriale per i diritti umani e Comune di Milano, alla collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, Focus Management e gli atenei, sono diversi i brand sensibili alle tematiche dell’inclusione che hanno colto l’occasione di sostenere il progetto, partecipando all’iniziativa dei Diversity Media Awards. Ad oggi hanno aderito Lierac, Google Italia, Eataly, Vodafone, American Express e, come partner del settore media e comunicazione, Yam112003 e Mongini Comunicazione. Sostengono la cena stellata, oltre agli chef de Le Soste, anche Vino DiVino e Baxter Bar.

Da ricordare che il gran gala dei Diversity Media Awards sarà condotto da Fabio Canino, che ne ha curato anche la direzione artistica. Con lui sul palco ci sarà Diana Del Bufalo mentre inviato speciale sarà Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh. La cena che accompagnerà la serata è stata concepita per essere un vero e proprio show nello show che vedrà la presenza di 3 grandi chef stellati: Claudio Sadler, Antonio Guida e Giancarlo Morelli.

I candidati ai Diversity Media Awards

Miglior FILM: Chi salverà le rose? (Corallo Film); Il padre d’Italia (Bianca Film, Rai Cinema); La parrucchiera (Skydancers, Mad Entertainment, Rai Cinema); Nove lune e mezza (Neo Art, Paco Cinematografica).

Migliore SERIE TV ITALIANA: Amore pensaci tu (Publispei, RTI – Canale 5); Gomorra (Sky, Cattleya, Fandango, LA7, Beta Film – Sky Atlantic, Sky Cinema 1); I bastardi di Pizzofalcone (Clemart, Rai Fiction – Rai Uno); Suburra: La Serie (Cattleya, Rai Fiction – Netflix)

Migliore SERIE TV STRANIERA: Billions (Best Available! TBTF Productions Inc. – Sky Atlantic); Grace and Frankie (Okay Goodnight, Skydance Productions – Netflix); One Mississippi (Zero Dollars and Zero, Sense Productions, Good Egg Productions, Inc., Pig Newton, Inc., 3 Arts Entertainment, FX, Amazon Studios – Amazon Prime Video); Narcos (Gaumont – Netflix); Sense8 (Anarchos Productions, Javelin Productions, Studio JMS, Motion Picture Capital, Georgeville Television – Netflix); Star Trek: Discovery (CBS Television Studios – Netflix).

Miglior PROGRAMMA TV: Adesso sì (Stand By Me – Rai 2); Cose da non chiedere (Toro Media, Discovery Italia – Real Time); Parla con lei (FremantleMedia – FoxLife [canale 114 di Sky]); Rivoluzione Gender (National Geographic [canale 403 di Sky]); Stato civile (PanamaFilm – Rai 3); X Factor (FremantleMedia Italia – Sky 1).

Miglior PUBBLICITÀ: A modo nostro l'amore (Brosway); Amati per come sei (Coconuda); Fuori luogo (Gibbo&Lori – Idealista); Pool Boy (Santo – Coca-Cola); #PowertoKisses (Red Team – Vodafone).

Miglior PROGRAMMA RADIO: Fahrenheit – Radio Tre; Il Geco e la Farfalla – Radio Capital; m2o Radio @ Gay Village; Miracolo Italiano – Radio Due; Pinocchio – Radio Deejay.

PERSONAGGIO DELL’ANNO: Alberto Angela; Salvatore Esposito; Michela Murgia; Virginia Raffaele; Roberto Saviano

INFLUENCER: Gnambox; Iconize; Loretta GraceMartina Dell’Ombra; Shanti Lives; Willwoosh

PREMIO MEDIA YOUNG: BoJack Horseman (The Tornante Company, ShadowMachine Films – Netflix); Crazy Ex-Girlfriend (LeanMachine, webbterfuge, Warner Bros. Television, CBS Television Studios – Netflix); Master of None (Alan Yang Pictures, Oh Brudder Productions, 3 Arts Entertainment, Fremulon, Universal Television – Netflix); Tredici (July Moon Productions, Kicked to the Curb Productions, Anonymous Content, Paramount Television – Netflix); Supergirl (Berlanti Productions, DC Entertainment, Warner Bros. Television – Italia 1).

Ricorda che puoi votare online dal 20 aprile andando direttamente sul sito del premio, raggiungibile a questo link.