Donna muore dopo una liposuzione e mesi di agonia, indagato il medico

Ana Maria Cracium, 36 anni, si era sottoposta all'intervento nella Clinica di chirurgia plastica ed estetica di via Podgora, in centro a Milano: il decesso a causa di una fascite necrotizzante a seguito dell'operazione. Indagato il chirurgo Mattia Colli

Pubblicato da Lorena Cacace Venerdì 13 aprile 2018

Donna muore dopo una liposuzione e mesi di agonia, indagato il medico
Ansa

È morta dopo nove mesi di agonia a seguito di un’operazione di liposuzione eseguita in una clinica nel cuore di Milano. Ana Maria Cracium, 36 anni dalla Romania, si era rivolta alla Clinica di chirurgia plastica ed estetica di via Podgora, nel centro del capoluogo meneghino, su consiglio di un’amica e si era sottoposta all’intervento lo scorso 5 luglio 2017. Qualcosa però non è andato per il verso giusto e, subito dopo le dimissioni, la donna aveva avuto febbre e forti malesseri. Tornata in Romania, era stata più volte operata a Bucarest per le conseguenze di un’infezione devastante a seguito di una fascite necrotizzante dovuta alla liposuzione. Ora sul decesso indaga la Procura: nel mirino dei magistrati è finito Mattia Colli, 32 anni, unico medico chirurgo, come si definisce sul sito, ad aver operato la donna. Per lui l’accusa è di omicidio colposo.

Il calvario di Ana Maria è iniziato subito dopo l’operazione di liposuzione, intervento che permette l’asportazione del grasso da fianchi e/o cosce. Appena dimessa, la donna era stata male, con convulsioni, febbre alta e tachicardia rimanendo in albergo per diversi giorni prima di rientrare nel suo paese d’origine.

Secondo il legale del compagno, l’avvocato Laura Gravina, il medico le aveva dato una terapia antibiotica che non era bastata.

Tornata a Galati, dove abitava con il compagno, Ana Maria era peggiorata ed era stata operata diverse volte a Bucarest per una grave infezione da fascite necrotizzante, malattia dovuta a un batterio che ha un decorso lungo e doloroso. “Aveva un’infezione devastante nelle parti basse del corpo, fianchi, addome, gambe, a seguito dell’operazione in quella clinica di Milano”, ha spiegato l’avvocato.

Nulla però le aveva fatto bene e, viste le sue condizioni disperate, era tornata in Italia venendo ricoverata alla Fondazione Poliambulanza di Brescia, dopo vivono alcuni amici della coppia: pochi giorni fa era stata ricoverata in un hospice di Orzinuovi “in condizioni ormai disperate” dove è morta.

Le indagini dei Nas si stanno concentrando sulla clinica milanese e in particolare sul medico che l’ha operata. Il dottor Colli, come si legge sul sito della clinica, si definisce “un autorevole esperto in campo di rigenerazione dei tessuti con cellule staminali da tessuto adiposo”, ma ora sono in corso indagini anche sul suo titolo, oltre che sulle attrezzature e sul metodo operatorio.