Il sindaco di Gallarate paga i biglietti del treno per Milano ai profughi pur di mandarli via

Andrea Cassani, primo cittadino leghista del comune varesotto, ha pagato i biglietti del treno ai 12 richiedenti asilo che non avevano diritto al trasferimento dal centro locale, ormai chiuso, a uno nel milanese. Polemico il sindaco Sala e l'assessore Majorino: 'Si tratta di persone, non di pacchi postali'

da , il

    Il sindaco di Gallarate paga i biglietti del treno per Milano ai profughi pur di mandarli via

    Pur di mandarli via il sindaco di Gallarate ha pagato i biglietti del treno per Milano ai profughi, innescando una polemica con la giunta Sala. Andrea Cassani, primo cittadino leghista del comune varesotto, ha infatti pagato il viaggio a 12 richiedenti asilo che non avevano diritto al trasferimento in una struttura di Bresso, in provincia di Milano, dopo la chiusura del centro di accoglienza gallaratese, gestito dalla società Kb srl. Il sindaco ha così contribuito con 90 euro al loro viaggio verso Milano, scatenando proteste da parte del comune: Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali, ha chiesto l’intervento della Prefettura per tutti i chiarimenti del caso. “Sono stati loro a voler andare a Milano”, ha spiegato Cassani ai microfoni di Effetto Giorno, su Radio24.

    Tutto nasce a seguito della chiusura del centro di accoglienza di Gallarate e il trasferimento degli ospiti in un’altra struttura nel milanese. Come ha spiegato lo stesso sindaco all’emittente radiofonica, 12 persone erano rimaste escluse dal trasferimento e quindi libere di muoversi sul territorio italiano in attesa della decisione della Commissione sul ricorso per la richiesta d’asilo.

    Pur di non tenerli a Gallarate, il sindaco e la società che gestiva il centro ha racimolato 90 euro e ha pagato il viaggio di sola andata a Milano.

    “Pronti, partenza, via”, si legge sul post del primo cittadino gallaratese che ha seguito con una diretta Facebook lo sgombero dei locali e la partenza di migranti.” Per gli altri 12 gambiani, espulsi dal programma di accoglienza, che erano all’interno della struttura abbiamo agevolato il loro viaggio verso metropoli più accoglienti e con più opportunità di Gallarate”, conclude con tanto di hastag #roadtoBresso #gallaratelibera #madonnaincampagnaliberata #gallaratevivibile.

    Da Milano si sono sollevate le proteste del Comune. “Un piccolo gruppetto di profughi (a seguito di una vicenda tutta da chiarire relativa alla conclusione di un percorso d’accoglienza) è arrivato da Gallarate a Milano …. Alcuni di loro siamo riusciti ad intercettarli. Per evitare che divengano dei nuovi senzatetto abbiamo deciso di ospitarli in strutture d’emergenza”, ha fatto sapere l’assessore Majorino.

    “Ora attendiamo fiduciosi che la Prefettura si faccia immediatamente carico della gestione dell’accoglienza dei migranti mettendo ordine e che il Sindaco di Gallarate ci chieda scusa”, continua il post. “Ricordo a tutti che siamo di fronte a persone. Non a un pacco da spedire da una parte all’altra del Paese”.