Strage Cisterna di Latina, le bambine erano sveglie quando il padre le ha uccise

Chi l'ha visto? solleva dubbi e domande sull'operato del Gis durante la mattinata della strage, quando il carabiniere Luigi Capasso uccise le due figlie dopo aver ferito gravemente la moglie: entrambe erano sveglie quando ha sparato e Alessia, la più grande, sarebbe stata viva mentre andavano avanti le trattative

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    Strage Cisterna di Latina, le bambine erano sveglie quando il padre le ha uccise

    Nuovi dettagli e dubbi emergono sul caso della strage di Cisterna di Latina. Secondo quanto rivelato dalla trasmissione Chi l’ha visto?, Alessia e Martina, di 13 e 7 anni, erano sveglie quando il padre, il carabiniere Luigi Capasso, è entrato nell’appartamento: la più piccola si sarebbe tirata le coperte sul viso e si sarebbe spaventata a tal punto da farsi la pipì addosso. Sempre secondo la ricostruzione del programma, la più grande, Alessia, sarebbe stata ancora viva mentre erano in corso le trattative con il nucleo speciale dei Carabinieri. Infine, la moglie, Antonietta Gargiulo, non avrebbe perdonato il marito, come invece sostenuto dal parroco che ha celebrato i funerali delle piccole.

    Il primo dettaglio che emerge nel corso della puntata di Chi l’ha visto, andata in onda mercoledì 14 marzo, è quello della consapevolezza di quello che stava succedendo da parte delle due bambine. Entrambe erano sveglie e si sarebbero accorte della presenza del padre in casa, dal quale erano terrorizzate. La più piccola sarebbe arrivata a farsi la pipì addosso per lo spavento.

    Non solo. Alessia, la più grande, sarebbe stata ancora viva durante le trattative del G.I.S (Gruppo interventi speciali) con Capasso. A rivelarlo, secondo il programma, sarebbe stato un strumento in dotazione al reparto speciale dell’Arma, il termorivelatore, dispositivo in grado di indicare la presenza di persone vive in un ambiente grazie alla temperatura corporea. Secondo l’inviato del programma, quella mattina avrebbe indicato la presenza di due persone vive all’interno dell’appartamento.

    Che sia Alessia si evincerebbe dalla testimonianza di una vicina di casa che, intorno alle 5:30 del mattino, avrebbe sentito la bambina urlare spaventata contro il padre e l’uomo urlare a sua volta “Allora è colpa mia, è colpa mia” per tre volte prima di sparare.

    La domanda che si pone la trasmissione riguarda l’operato del GIS: perché, dopo aver visto che una delle bambine era ancora viva, non hanno fatto un’irruzione nell’appartamento? Perché aspettare le 13:27, ben sette ore dopo il loro arrivo? Alessia si poteva salvare?

    Altro dettaglio è quello che riguarda il presunto perdono che la madre, Antonietta Gargiulo, avrebbe concesso al marito dal letto di ospedale, come dichiarato dal parroco che ha celebrato le esequie delle bambine. “Pregate anche per il padre, la famiglia lo ha perdonato”, disse durante il funerale.

    “Antonietta non ha potuto né piangere, né gridare quando le hanno detto che le bambine erano morte. Non ci risulta che abbia perdonato. Ha fatto così con la mano, due dita avvicinate al cuore”, ha detto Federica Sciarelli nel corso della puntata.

    Infine, il bigliettino che Capasso ha lasciato sul letto pieno di sangue nell’appartamento della strage. “È tutta colpa tua”, aveva scritto alla moglie, nel tentativo di farla passare per colpevole e accusandola di averlo tradito.

    Invece, come aveva scoperto anche la figlia più grande Alessia, era lui a tradire la moglie. “Capasso l’ha voluta lasciare in vita per rovinarle l’esistenza senza le figlie”, ha dichiarato una conoscente della donna alla trasmissione.