Muore di cancro al seno a 46 anni: si era affidata alle cure di un naturopata

Ha scelto di curare la malattia affidandosi a un naturopata: la terapia era a base di fiori di Bach e il discusso metodo Hamer', ha spiegato il Dott. Beretta, medico che la donna aveva consultato troppo tardi. La 46enne era arrivata a pesare soltanto 30 chili.

Pubblicato da Beatrice Elerdini Mercoledì 14 marzo 2018

Muore di cancro al seno a 46 anni: si era affidata alle cure di un naturopata
FOTO: PIXABAY

Una donna siciliana di 46 anni è morta di cancro al seno lo scorso anno: alla chemioterapia aveva preferito i fiori di Bach e le cure omeopatiche che le aveva prescritto un naturopata. La 46enne era arrivata a pesare soltanto 30 chili. A raccontare la sua storia è il Dott. Massimiliano Beretta, l’oncologo del Cro di Aviano, che aveva offerto il suo consulto alla donna quando ormai la sua situazione clinica era irrecuperabile.

‘La signora mi ha contattato via mail il mio nome le era stato fatto da una persona che avevo seguito. Le sue condizioni cliniche, poi, non le hanno permesso di venire al Cro. Purtroppo ha scelto di curare il cancro al seno seguendo un naturopata: la terapia era a base di fiori di Bach e il discusso metodo Hamer’, ha raccontato il medico ad Adnkronos.

‘Mentre lei credeva di sottoporsi a una terapia efficace, la malattia avanzava in modo ancor più aggressivo perché non incontrava l’ostacolo della chemioterapia e soprattutto si diffondeva in un organismo ormai privo di difese’, ha spiegato il Dott. Beretta che ha poi aggiunto: ‘E’ indispensabile che le terapie alternative non interferiscano con le cure. Per fare un esempio, l’aloe può compromettere l’attività terapeutica di ciascuna sostanza, con il risultato di una riduzione o talvolta di un potenziamento del suo effetto che nei casi più gravi può giungere sino all’intossicazione. Il problema sta assumendo dimensioni notevoli: le stime ufficiali parlano di un paziente oncologico su due che nell’arco del proprio percorso terapeutico fa ricorso a terapie non convenzionali’.

Secondo una recente indagine di Medipragma, l’81% degli italiani rivolge i suoi quesiti sanitari a Google, anziché consultare un medico, passaggio che qualora avvenga, nella maggior parte dei casi è successivo. Purtroppo però la rete pullula di contenuti non corretti, redatti da personale non medico, pertanto le informazioni non possono essere in alcun modo sostitutive di un reale parere medico. E’ questa la strada che porta persone disperate e impaurite ad affidarsi a fantomatici guru dalle soluzioni rivoluzionarie, che in tutti i casi si rivelano fallimentari.

‘Le parole di quella donna mi risuonano ancora nella testa e di questo caso parlo spesso durante i convegni, perché non si discute mai abbastanza dei trattamenti non convenzionali che non sono per forza di cose dannosi, ma devono essere valutati sempre da un medico’, ha concluso il Dott. Beretta.