A Lecco il primo vigile urbano di origine marocchina

Si chiama Mohammed El Barji, ha 41 anni, è nato in Marocco, è cittadino italiano a tutti gli effetti ed è il primo vigile urbano d'Italia nato in terra nord africana: al concorso ha sbaragliato la concorrenza tra domande e test psicoattitudinali e oggi è uno dei 4 nuovi assunti della città lombarda

Pubblicato da Lorena Cacace Mercoledì 14 marzo 2018

A Lecco il primo vigile urbano di origine marocchina
Ansa

Si chiama Mohammed El Barji, ha 41 anni, è nato in Marocco ed è il primo vigile urbano di origine marocchina d’Italia. A raccontare la sua storia è il Corriere della Sera in quella che è una prima volta per il nostro Paese e che dimostra come il futuro italiano sarà comunque multietnico. Mohammed è uno dei quattro nuovi assunti nel corpo dei vigili Urbani di Lecco e ha sbaragliato la concorrenza al concorso indetto dal comune, sia nella parte scritta sia in quella dei test psico attitudinali. Ora lo attendono i sei mesi di prova insieme agli altri tre colleghi assunti con lui, provenienti da diverse regioni d’Italia: superato questo periodo sarà a tutti gli effetti un vigile urbano di Lecco.

La storia di Mohammed è simile a quella della maggioranza degli stranieri che vivono nel nostro Paese. Nato in Marocco, a 15 anni si è trasferito a Trento dove ha studiato fino all’università e dove ha lavorato in diversi settori per aiutare la sua famiglia. Già in Trentino si era distinto per il suo senso civico e del dovere, facendo parte di una speciale squadra anti degrado della polizia locale.

A Lecco ha preso parte al bando del comune che ha vagliato quasi 300 curricula, scegliendo 65 candidati per la prova scritta: tra i 25 che hanno avuto accesso all’orale, ne sono stati scelti 4 provenienti da Belluno, Bergamo, Napoli e, appunto, Marocco.

Il nome non deve ingannare: Mohammed El Barji è un cittadino italiano a tutti gli effetti, condizione necessaria per accedere al concorso e ora le sue radici culturali e linguistiche sono al servizio dell’intera comunità.

“La sua assunzione è la fotografia di una società che cambia, dove gli stranieri sono chiamati a ricoprire nuovi ruoli, come del resto già accade nel privato”, ha spiegato al Corriere Francesca Bonacina, assessore alla Sicurezza del Comune di Lecco.

Oltre ad avere superato brillantemente le prove richieste, Mohammed conosce l’arabo e il francese e la sua stessa presenza è un messaggio chiaro a favore dell’integrazione e di quello che sarà il futuro d’Italia.