Senegalese ucciso a Firenze a colpi di pistola: esplode la protesta della comunità

Roberto Pirrone, 65 anni, italiano, ha sparato contro Idy Diene, senegalese di 54 anni e venditore ambulante: la vittima era in Italia con un permesso regolare da 20 anni e aveva moglie e 4 figli. Nella notte la comunità senegalese è scesa in piazza per protesta e ci sono stati episodi di vandalismo, condannati dal sindaco Dario Nardella

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    Polemiche a Firenze e sui social dopo che il sindaco Dario Nardella ha condannato la “violenza” con cui la comunità senegalese ha protestato in città dopo l’omicidio di Idy Diene, senegalese di 54 anni e venditore ambulante, ucciso da Roberto Pirrone, 65 anni, italiano, a colpi di pistola lo scorso 5 marzo. Tutto è iniziato da quella morte assurda, avvenuta intorno alle 12, in pieno giorno e in pieno centro, su ponte Amerigo Vespucci, quando Pirrone ha puntato la pistola contro Diene, sparando sei colpi: l’uomo è morto poco dopo nonostante i tentativi di rianimarlo da parte dei soccorritori, lasciando una moglie e 4 figli. Gli inquirenti stanno indagando sul movente e hanno chiarito che non si tratterebbe di razzismo. Per la comunità senegalese, già colpita dalle morti di due loro membri, uccisi dal militante di CasaPound Gianluca Casseri nel 2011, le spiegazioni non sono sufficienti: “Ci devono dire perché è morto”.

    Sulla morte di Diene ora indaga la Procura. Al momento, l’ipotesi è che Pirrone abbia colpito a caso, senza alcun intento razzista. L’uomo, che non aveva precedenti penali e aveva una pistola Beretta regolarmente denunciata, avrebbe pensato di suicidarsi per presunti motivi economici, come scritto sul biglietto ritrovato nella sua abitazione.

    Una volta sceso in strada non avrebbe più avuto il coraggio di uccidersi e avrebbe pensato di commettere un omicidio per andare in carcere e non gravare più sulla situazione economica della famiglia. Dopo aver incrociato una famiglia con figli, avrebbe visto Dienec e avrebbe fatto fuoco, colpendolo sei volte.

    Idy Diene, 54 anni e residente con regolare permesso di soggiorno in Italia da 20 anni, viveva a Pontedera e ogni giorno si recava nel capoluogo fiorentino dove faceva il venditore ambulante. Come ha raccontato Repubblica Firenze, era una personalità molto nota e amata all’interno della comunità senegalese e spesso aiutava le famiglie di Samb Modou e Diop Mor, uccisi in un agguato razzista dall’estremista di destra nel 2011.

    Ucciso a Firenze: corteo blocca parte traffico p.za Stazione
    Ansa

    La sua morte ha sconvolto la comunità senegalese e la città di Firenze e in tanti sono scesi per le strade a protestare e a chiedere il motivo di una morte che reputano assurda.

    “Ci devono spiegare perché ha sparato. Non ci devono dire che è un pazzo. Siamo arrabbiati e non ci piace che questa cosa sia avvenuta in questo momento politico”, ha detto Pape Diaw, portavoce della comunità nel corso della manifestazione.

    Il corteo si è svolto pacificamente e si è diretto in piazza Signoria dove ha incontrato l’assessore al Welfare, Sara Funaro, e l’iman, ripartendo poi verso piazza della Stazione dove ha bloccato parte del traffico: qui sono avvenuti alcuni episodi di vandalismo, con alcuni manifestanti che hanno tirato giù le recinzioni di uno dei cantieri della tramvia, fioriere rotte in centro, cestini e motorini rovesciati.

    Il sindaco Nardella ha poi commentato che, “sebbene l’omicidio di Idy Dienec per mano di uno squilibrato, ora agli arresti, ha colpito tutta Firenze”, la protesta violenta di questa sera in centro è inaccettabile. I violenti, di qualsiasi provenienza, vanno affidati alla giustizia”, scatenando non poche polemiche.