Messaggi in bottiglia su Facebook, così un padre cerca il figlio sui social

Un docente di letteratura russa di Verona, che non vede il figlio da 5 anni dopo che la madre lo ha portato in Russia, ha deciso di inviargli tramite i social ogni giorno una poesia o un pensiero nella speranza che prima o poi lo contatti e lo possa rivedere

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    Da anni manda “messaggi in bottiglia” su Facebook nella speranza che arrivino al figlio, dedicandogli poesie e pensieri ogni giorno. Stefano Aloe, docente di letteratura russa a Verona, ha aperto la pagina “A Daniil – Diario di Paternità” per mantenere un contatto con il figlio che non vede da sei anni, da quando la madre e sua ex compagna lo ha portato in Russia senza più far ritorno in Italia e impedendogli di vederlo. Da allora c’è stato un solo incontro fugace, durato troppo poco, in terra russa in occasione del compleanno di Daniil che oggi ha 16 anni. Troppo tempo e troppo dolore per un papà che ha deciso di affidare alla scrittura la speranza di rivederlo, lanciando messaggi nel mare del web.

    Dalla pagina Aloe ha tratto un libro con lo stesso titolo “Diario di paternità” e, come i suoi post, sarà tradotto anche in russo, nella speranza che riesca ad arrivare al figlio e possa fare così da ponte tra l’Italia e la Russia. Pochi riferimenti biografici e anagrafici, in modo da non turbare la sua vita, ma tanto amore: è quello che trasuda dalle parole che il docente ha affidato ai social.

    “Questo “Diario” è nato come pagina social per raggiungere un figlio distante e ragionare insieme ad altri genitori e altri figli dell’importanza del legame genitoriale e dei problemi che nascono quando uno dei genitori manca o viene sottratto ad un figlio”, spiega lo stesso autore nella presentazione della pagina Facebook.

    Dai social, le sue parole sono state racchiuse nel libro che per l’autore “costituisce la speranza di un nuovo incontro, ma anche uno spazio di riflessione”. Quello che più conta però è che i suoi scritti arrivino, prima o poi, a destinazione: “Daniil vive a Mosca, cresce e prima o poi verrà a conoscenza di ciò che penso e sento”.