Denunciò uno stupro a Napoli, la sentenza: ‘In un video rideva, era consenziente’. Assolti due ragazzi

Una vicenda che, secondo i giudici, è emblematica del modo di agire dei nostri giovani ventenni, che offre ''uno spaccato del mondo giovanile e dei rapporti interpersonali assai poco edificante''.

Pubblicato da Kati Irrente Mercoledì 28 febbraio 2018

Denunciò uno stupro a Napoli, la sentenza: ‘In un video rideva, era consenziente’. Assolti due ragazzi
via Pixabay / foto

In un documento di 12 pagine si riassumono le motivazioni della sentenza che hanno portato all’assoluzione di due ragazzi, oggi 25enni, che erano stati posti a processo con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una giovane studentessa. I fatti, accaduti nel 2013, si sono svolti a Napoli. L’innocenza dei due imputati è stata chiarita, secondo i giudici della undicesima sezione del Tribunale, grazie a un video hot girato durante la presunta violenza.

Dopo aver visto un filmato di pochi secondi che mostra una scena di sesso in cui erano presenti i protagonisti del processo, i giudici dell’Undicesima sezione del Tribunale, collegio A, hanno assolto due giovani dall’accusa di violenza sessuale nei confronti di una coetanea che aveva denunciato – due mesi dopo i fatti – di essere stata costretta a fare sesso con l’amico dell’allora fidanzato. Questo perché la ragazza aveva un atteggiamento consenziente, poiché in alcuni secondi del video si sente che lei rideva. Dunque hanno sentenziato che non ci fu stupro.

Il primo grado del processo si è concluso con la sentenza che assolve i due studenti della cosiddetta Napoli-bene, ma nella motivazione si legge un doloroso e significativo spaccato della gioventù odierna: “La storia vede protagonisti giovani studenti che sono soliti frequentare le aree della Napoli bene e che nonostante godano di un discreto livello socioculturale ed economico, dimostrano tuttavia di non coltivare rispetto e interesse per valori sociali e sentimentali di più alto profilo, quanto piuttosto la propensione a praticare superficiali e occasionali rapporti con coetanei, in una complessiva pochezza e miseria di aspirazioni, intenti e aspettative”.

Diversi sono stati gli elementi che hanno convinto i giudici ad assolvere gli imputati, si legge nella sentenza: “Le perplessità che scaturiscono dal racconto della ragazza paiono molte, in quanto in esso pare mancare un’effettiva intrinseca coerenza e per di più compaiono frasi che denotano segnali di accondiscendenza da parte della stessa, segnali questi più volte sottolineati dallo stesso pm nel corso dell’esame testimoniale, che la ragazza ha giustificato adducendo un senso di spossatezza e stanchezza che la avrebbe pervasa. Poi c’è il breve filmato, che parrebbe smentire, pur nella sua estrema frammentarietà, una volontà della denunciante a sottrarsi all’atto sessuale!”

La sentenza poi si conclude con questa formula: “Il collegio ritiene che, pur senza svilire la dolorosa vicenda che ha attraversato la denunciante, la prova della sua non consensualità al rapporto sessuale e, conseguentemente, quella della responsabilità dei due attuali imputati in relazione alla violenza sia insufficiente”.