Uccide la moglie e un bambino di 3 anni a colpi di mannaia: dramma a Cremona

Tragedia a Cremona, nel quartiere Zait dove un 51enne cinese, ha ucciso la moglie di 46 anni e un bambino di 3, figlio di un'amica della coppia, in preda a quello che sembra un raptus di follia. Il killer si è accanito contro la donna e il piccolo a colpi di mannaia: il cadavere martoriato della donna giaceva sul balcone. Il bambino è morto in ospedale

Pubblicato da Lorena Cacace Mercoledì 24 gennaio 2018

Uccide la moglie e un bambino di 3 anni a colpi di mannaia: dramma a Cremona
Ansa

Dramma a Cremona dove un uomo di 51 anni di origine cinese ha ucciso la moglie di 46 anni e un bambino di 3, figlio di un’amica della coppia, a colpi di mannaia: il piccolo è morto in ospedale dopo una corsa disperata, a seguito delle gravi ferite riportate alla testa. L’uomo è stato trovato dai Carabinieri, allertati dai vicini di casa, con ancora l’arma del delitto in mano, accanto al cadavere martoriato della moglie. Il duplice omicidio è avvenuto nell’abitazione della coppia intorno alle 10 del mattino in via Fatebenefratelli, nel quartiere Zait: in un primo momento, alcuni testimoni avevano riferito di aver visto l’uomo picchiare la donna con un bastone. Invece, quando sono arrivati i soccorsi, lo hanno trovato che impugnava ancora la mannaia con cui si era accanito contro la donna.

Dalle prime informazioni raccolte, il bambino era a casa della coppia perché la madre era al lavoro. Il piccolo è stato colpito più volte alla testa ed è stato trovato agonizzante accanto al corpo della donna. Portato all’ospedale Maggiore, non è sopravvissuto alle ferite. Raccapricciante la scena a cui hanno assistito i soccorritori: come racconta il quotidiano locale Cremona Oggi, la moglie era stata quasi fatta a pezzi ed era distesa sul balcone, alla vista dei passanti.

Ancora non sono chiare le motivazioni del folle gesto: l’uomo, dopo essersi sentito male, è ora sottoposto a interrogatorio dai Carabinieri della compagnia locale.

Il figlio tredicenne della coppia non era in casa al momento del massacro ed è arrivato mentre le forze dell’ordine stavano portando via il padre: ora è stato affidato ai servizi sociali del Comune.