Verona, donna fatta a pezzi con la sega elettrica e data in pasto ai cinghiali: è stata identificata

Svolta nelle indagini sull'omicidio di una donna nel veronese: gli inquirenti sono riusciti a effettuare l’identificazione attraverso le impronte digitali rilevate dal medico legale

Pubblicato da Kati Irrente Martedì 2 gennaio 2018

Verona, donna fatta a pezzi con la sega elettrica e data in pasto ai cinghiali: è stata identificata
Inquirenti sul luogo dove il corpo di una donna fatto a pezzi è stato ritrovato a Valeggio sul Mincio (Verona), in località Gardone, 30 dicembre 2017 / ansa

Avanzano le indagini per capire chi sono i responsabili dell’uccisione di una donna avvenuta nel Veronese alla fine del 2017. Il cadavere fatto a pezzi con una sega elettrica e ritrovato a Valeggio sul Mincio, nel Veronese è di una donna marocchina di 46 anni, residente a Verona. Il corpo è stato trovato sezionato nei campi. Probabilmente era stato dato in pasto ai cinghiali presenti in questi luoghi. La notizia è stata confermata dai carabinieri di Villafranca. A anticipare la notizia, però, era stato il sindaco di Valeggio, Angelo Tosoni, al ‘Corriere del Veneto’. La certezza sull’identità della vittima è stata raggiunta grazie alle impronte digitali, rilevate dal medico legale domenica, nel corso dell’autopsia.

La donna nordafricana, il cui cadavere è stato trovato a pezzi il 30 dicembre a Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, era in Italia da circa 20 anni, incensurata, faceva lavori saltuari, come badante e addetta alle pulizie.

Era separata da tempo dal marito, che ora gli investigatori stanno cercando. Inoltre gli inquirenti stanno passando al setaccio tutte le frequentazioni della donna.

L’autopsia sarà fondamentale anche per capire come sia stata uccisa. L’assenza di sangue nella zona del ritrovamento dei resti fa ritenere che l’omicidio sia avvenuto altrove.

La ricostruzione dell’omicidio appare non facile, perché, subito dopo il delitto, l’assassino ha smembrato il cadavere in almeno una dozzina di pezzi e li ha sparpagliati in un terreno in cima a un crinale, al quale si accede percorrendo un breve sentiero collegato alla strada. I pezzi del cadavere sono stati sparsi a semicerchio in un raggio di 4 metri.

Negli ultimi tre giorni i carabinieri del reparto operativo di Verona e della Compagnia di Peschiera hanno lavorato senza sosta, mantenendo il massimo riserbo. Fino alla svolta, che ha permesso di dare finalmente un nome alla vittima.

Il ritrovamento del cadavere smembrato

La segnalazione è giunta da parte di un passante che ha visto dei sacchi in un campo. La donna, il cui corpo era segato a pezzi, è stato ritrovato senza indumenti. Secondo le prime ipotesi investigative il delitto si sarebbe verificato altrove e il cadavere martoriato sarebbe stato successivamente trasportato e abbandonato poi in mezzo alla campagna, dove è stato trovato nei sacchi. Il corpo della vittima è stato portato all’istituto di medicina legale del policlinico di Borgo Roma per gli esami autoptici. Le indagini prendono in considerazione anche le province vicine in cui possano essere state denunciate sparizioni di persone. Sulle cause della morte è atteso l’esito dell’autopsia.