Terremoto Centro Italia: otto i suicidi a causa della depressione

Il terremoto non uccide solo con i crolli e le macerie. Uccide anche dopo, con traumi, ferite psicologiche e depressione. Il terremoto in Centro Italia del 24 agosto 2016 ha mietuto altre vittime. Otto i suicidi a causa dei traumi post terremoto

Pubblicato da Francesco Minardi Mercoledì 13 dicembre 2017

Terremoto Centro Italia: otto i suicidi a causa della depressione
Macerie ad Amatrice dopo il terremoto / ansa

Il terremoto non uccide solo con i crolli e le macerie. Uccide anche dopo, con traumi, ferite psicologiche e depressione. Il terremoto in Centro Italia del 24 agosto 2016 ha mietuto altre vittime. Otto i suicidi a causa dei traumi post terremoto. Almeno otto: alcune storie potrebbero non essere infatti finite sui giornali.
Otto persone sopravvissute alle scosse hanno deciso di farla finita perché la tristezza per non poter vivere più nella loro casa, o per aver perso i propri cari, a un certo punto è diventata un mostro con cui era impossibile convivere.

Abbiamo raccontato la storia di Franco Marzoli, 79enne di Colmurano, nelle Marche, che a ottobre è tornato nel giardino di casa sua, dichiarata inagibile, per impiccarsi. Era stufo di vivere in esilio. Questo pensionato è stato l’ultimo in ordine di tempo a suicidarsi.

A febbraio 2016 l’aveva fatta finita, ad Amatrice, un muratore di 62 anni. Come aveva spiegato la famiglia, soffriva di depressione già da tempo. Il terremoto ad Amatrice, luogo simbolo della distruzione, è stata per lui la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

A maggio si è impiccato Evelino Arconi, allevatore di 58 anni di Fiastra, provincia di Macerata. Era già depresso di suo, ha raccontato l’anziana madre, che ha trovato il cadavere del figlio, ma l’esasperazione per la nuova stalla, che non arrivava mai, ha fatto il resto. La sua stalla di una vita era stata distrutta dal terremoto.

A giugno l’ha fatta finita anche un 57enne di Sarnano, Macerata. Era tornato nella sua casa, inagibile, e si è impiccato. L’uomo, che lavorava in un’azienda del posto e viveva solo, aveva lasciato un biglietto in cui spiegava che l’estremo era legato proprio al terremoto.

Luca Dolce, 49 anni, consigliere comunale di Esanatoglia ed ex candidato sindaco della cittadina in provincia di Macerata, a gennaio ha atteso che la madre uscisse di camera per delle commissioni e si è impiccato.

A ottobre si è impiccato anche Adriano Pieretti, 31enne di Camerino, poco dopo uno sfogo su Facebook contro il governo per i mancati aiuti: «Che dire, ho la ragazza che dal 24 agosto non lavora, per il negozio distrutto, con un mutuo dietro, e ‘sti pagliacci ci hanno messo fuori, è proprio un’Italia di merda». «La prima vittima collaterale del terremoto», lo ha definito poi la fidanzata.

E ancora, Angelo Antonio Petetta, 62 anni, di Camporotondo di Fiastrone, Macerata. Si è ucciso impiccandosi a una quercia, dopo aver perso la casa.

E Nello Ramadori, 75enne di Montappone, provincia di Fermo, si è ucciso con un colpo di fucile, a novembre 2016. Aveva perso tutto dopo il terremoto: «Non è vita», ripeteva sempre, negli ultimi tempi. Prima di arrendersi anche lui.