Ikea licenzia mamma di un disabile per aver ritardato due volte

Sciopero e presidio in programma per il 5 dicembre dei dipendenti dell'Ikea di Corsico, alle porte di Milano, dopo che l'azienda ha licenziato una collega di 39 anni, separata e con due figli, di cui uno disabile, perché per due volte aveva ritardato l'ingresso al primo turno

Pubblicato da Lorena Cacace Mercoledì 29 novembre 2017

Ikea licenzia mamma di un disabile per aver ritardato due volte
Ansa

Ikea licenzia una mamma separata con due figli, di cui uno disabile, per aver ritardato l’ingresso due volte e non aver rispettato i turni, non riuscendo ad arrivare alle 7 del mattino. Marica Ricutti, questo il nome della donna, è stata licenziata in tronco dopo aver ritardato due volte l’ingresso fissato nelle prime ore del mattino, nonostante avesse pattuito un orario diverso grazie a un cambio di reparto. In solidarietà con la collega, i dipendenti dell’Ikea di Corsico, alle porte di Milano, hanno scioperato due ore e indetto un presidio davanti allo store per il prossimo 5 dicembre. La donna, 39 anni e alle prese con la gestione dei figli, aveva accettato di cambiare reparto chiedendo però di poter entrare alle 9 del mattino: in un primo momento l’azienda svedese aveva acconsentito, per poi cambiare idea e licenziarla in tronco.

La donna è dunque stata licenziata per essere entrata due volte in ritardo rispetto all’orario del turno: il licenziamento è stato reso possibile dalla “rottura del rapporto di fiducia” nonostante la dipendente avesse l’articolo 18. “Ikea dà un segnale a tutti: se non rispetti gli orari, te ne vai” , ha dichiarato il segretario milanese della Filcams Cgil, Marco Beretta.

In merito alla situazione Ikea Italia comunica di star svolgendo “tutti gli approfondimenti utili a chiarire compiutamente gli sviluppi della vicenda”, fa sapere l’azienda in una nota, aggiungendo di volere “valutare al meglio tutti i particolari e le dinamiche relative alla lavoratrice oggetto della vicenda. Solo dopo aver completato questa analisi – conclude la nota – Ikea Italia commenterà le decisioni prese e le ragioni che ne sono alla base”.

Sul caso è intervenuta anche la viceministro Teresa Bellanova che si è detta disponibile a un incontro di mediazione tra azienda e sindacati. “Spesso mi accusano di essere troppo di parte, assillante nella difesa dei diritti delle donne. Non credo sia così. Sulla mia pelle ancora i segni di quanto sia difficile conciliare. Invito Ikea a ripensarci. Sono disponibile ad incontro con azienda e sindacati”, si legge su Twitter.