Torino, ucciso dal cane che doveva addestrare

Il padrone del Bull Terrier aveva chiesto aiuto al conoscente, il 26enne Davide Lobue, che era istruttore cinofilo. Qualcosa è andato storto perché l'animale ha riempito di morsi la vittima, anche se non si esclude che a uccidere Davide sia stato un malore e che i morsi del cane siano arrivati successivamente

Pubblicato da Alessandro Pignatelli Lunedì 20 novembre 2017

Torino, ucciso dal cane che doveva addestrare

Un ragazzo di 26 anni del torinese è stato ucciso da un cane di razza Bull Terrier, di proprietà di un suo conoscente di Chivasso. La vittima è Davide Lobue, trovato ormai senza vita da un vicino del proprietario del cane, che aveva sentito abbaiare furiosamente. I soccorsi, giunti nel giardino del condominio ‘Le Betulle’ di Monteu da Po, non hanno potuto che constatare il decesso di Davide. I carabinieri indagano, in particolare su cosa abbia scatenato l’aggressività dell’animale.

Si ipotizza anche che il 26enne sia morto per un malore e non a causa delle ferite riportate dai morsi del cane. Sarà l’autopsia a chiarire la causa precisa. Sul corpo di Davide Lobue sono state trovate comunque diverse lesioni provocate sicuramente dal Bull Terrier. Come detto, però, non è escluso che il cane abbia morso la vittima quando questa era già a terra. Sul posto, dopo i soccorsi del 118, è arrivato anche il medico legale.

A creare ancora più mistero sul caso c’è la professione di Davide, che era istruttore cinofilo. Secondo la ricostruzione dei militari della stazione di Cavagnolo, il ragazzo era andato a trovare il Bull Terrier su richiesta del conoscente che, in quel momento, si trovava però a Milano per seguire un concerto. Il cane aveva problemi comportamentali e il padrone, Daniele Conte, sperava di poterli risolvere grazie a Davide.

Qualcosa, però, ha scatenato l’improvviso agguato da parte dell’animale che ha morsicato l’addestratore alla testa, al collo, ai polpacci, a una coscia e alle braccia. Il cane, dell’età di un anno e sei mesi, è stato temporaneamente affidato al canile di Settimo ed è sotto osservazione sanitaria. A fare pensare che l’addestratore abbia riportato un malore fatale prima dell’aggressione il fatto che vicino a lui non è stato trovato molto sangue.

Nello scorso mese di gennaio, su Facebook, proprio Davide parlava così della sua grande passione: “I cani hanno sempre fatto parte della mia vita, dal giorno che sono arrivato a casa dall’ospedale quando sono nato”. A 16 anni diventa volontario al canile, “spinto dalla voglia di capire meglio i loro comportamenti, di capire cosa comunicano e come io potevo comunicare con loro”. A 18 anni, si iscrive a un corso per educatore e istruttore cinofilo: “Da quel giorno, non ho mai smesso di imparare, studiare articoli, libri e pubblicazioni, partecipare a stage e soprattutto lavorare in campo con cani e padroni”.