Eneide, il quiz

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Chi è l'autore dell'Eneide?

Correct! Wrong!

Publio Virgilio Marone (70 aC-19 aC) è uno dei poeti più celebri dell'antichità. Oltre ad aver scritto l'Eneide, fu autore di due famosissime opere latine: le Georgiche e le Bucoliche. Per la sua sensibilità artistica e poetica, e per l'influenza che ebbe nei secoli successivi, è considerato il più grande poeta di Roma, la sua opera racconta, infatti, lo straordinario momento storico che segna il passaggio dalla fine di Giulio Cesare all'Impero di Augusto. Ebbe grandissima influenza sulla letteratura occidentale e in particolare su Dante Alighieri - che lo prese a modello e lo volle sua guida nell'Inferno e nel Purgatorio - ma anche su Petrarca, per l'eleganza e la raffinatezza dei suoi versi. Insieme a Cicerone fu l'autore più amato e stimato dell'Umanesimo, mentre l'Eneide, per i valori di cui fu portatrice (umanità, pietà e amicizia) ebbe grandissima influenza su due grandi scrittori dell'epoca: Ludovico Ariosto e Torquato Tasso.

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L'Eneide è un poema:

Correct! Wrong!

L'Eneide è un poema epico celebrativo che racconta le imprese di Enea che dopo la fuga da Troia, è in cerca di una nuova patria. E' definito epico perché racconta le gesta leggendarie di un eroe, e celebrativo per l'intento con cui Virgilio lo ha composto. Nel I secolo avanti Cristo, infatti, a Roma regnava Ottaviano Augusto che dopo aver rafforzato il proprio potere, nonché il rispetto per alcuni valori tradizionali, desiderava riscattare Roma dalle sue umili origini, presentare l'imperatore come l'uomo mandato dal Fato e legittimare sia il dominio di Roma sul mondo che il potere interno della gens Iulia. Per far sì che questo accadesse, era necessario anche il contributo della cultura. Per questo Virgilio, interpellato dal sovrano, e prendendo spunto da un'antica leggenda, compose l'Eneide. Il mito voleva Roma fondata da un gruppo di nobili Troiani giunti nel Lazio guidati da Enea: qui, il figlio dell'eroe Iulo diede vita alla famiglia Giulia, di cui furono discendenti sia Giulio Cesare che lo stesso Ottaviano Augusto. L'intento pricipale dell'Eneide, perciò, era esaltare in maniera efficace l'ideologia e la politica augustee.

In quanti libri è strutturato l'Eneide?

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L'Eneide è un poema suddiviso in 12 libri: i primi sei raccontano il viaggio di Enea nel Mediterraneo su modello dell'Odissea, i restanti sei, invece, narrano la guerra dei Troniani sulle coste del Lazio contro i Rutuli e i Latini (alleati ad altre popolazioni italiche) su modello dell'Iliade.

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Alle vicende narrate dall'Eneide prendono parte anche gli dei. Tra questi:

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Venere è la madre di Enea e nel poema è la figura che protegge il protagonista. In più, è colei che fa sbocciare la passione tra Enea e la regina di Cartagine. Di quest'ultima è protettrice Giunone che, ostile ai Troiani, è avversa anche ad Enea. Giove, invece, più che il Padre degli dei qui rappresenta una sorta di entità astratta, è imparziale ed è il simbolo dell'equilibrio. Con loro, anche altri dei dell'Olimpo, tra i quali Nettuno, Mercurio e Apollo.

Enea è il personaggio principale dell'opera. Qual è la sua caratteristica?

Correct! Wrong!

Enea è l'eroe caro a quasi tutti gli dei: si sottomette al loro volere, è maturo e responsabile e rappresenta tutti i valori tradizionali del mondo classico - giustizia, coraggio, onestà, pazienza, lealtà. La sua caratteristica principale (che lo distingue dagli eroi omerici) è la 'pietas', ossia il senso di dovere e di rispetto assoluto per le leggi, gli uomini e gli dei. La 'pietas' si esprime soprattutto nell'amore verso la famiglia, la patria e la religione e grazie ad essa l'eroe è capace di piegarsi alla volontà del destino, portando a termine ciò che gli dei hanno stabilito per lui.

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Come si chiama il padre di Enea?

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Anchise è una figura della mitologia greca. Cugino di Priamo era, in gioventù, un uomo bellissimo: di lui, infatti, si innamorò Afrodite la quale, per sedurlo, assunse le sembianze di una principessa frigia. Quando dal loro amore nacque Enea, la dea, che nel frattempo si era rivelata, preannunziò che il piccolo avrebbe avuto fama eterna. Una volta, in preda all'alcol, Anchise si vantò del suo amore con la dea e così Giove, per punirlo, lo rese zoppo per sempre. Benché vecchio e malato. Anchise seguì Enea nelle sue peregrinazioni, a cominciare dalla drammatica notte in cui scoppiò la guerra di Troia, quando l'eroe, con il padre sulle spalle, fuggì dalla città ormai in fiamme. Anchise, vecchio e malato, morì in Sicilia, a Drepano (l'odierna Trapani): qui Enea lo seppellì presso un tempio consacrato ad Afrodite.

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Ascanio è:

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Ascanio è il figlio di Enea e di Creusa, figlia di Priamo. Durante la notte in cui Troia fu incendiata, il giovane fu avvolto da una lingua di fuoco, da cui uscì incolume, segno di protezione da parte degli dei. Fuggì col padre dalla città in fiamme giungendo, dopo tanto peregrinare, sulle coste del Lazio. In seguito ad una serie di vicissitudini, e dopo la morte del padre Enea, fonda la città di Alba Longa: tra i suoi discendenti ci saranno anche Romolo e Remo. Nella mitologia romana Ascanio è chiamato anche Iulo: secondo il mito, infatti, da lui derivò la gens Iulia, da cui provennero anche Giulio Cesare e Ottaviano Augusto.

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Qual è il nome della regina fenicia che si innamora perdutamente di Enea?

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Secondo il racconto di Virgilio, Didone, regina fenicia e fondatrice di Cartagine, è una vedova bellissima che s'innamora di Enea. Travolta dalla passione gli dona se stessa e tutto ciò che possiede, ma quando Giove, attraverso Mercurio, ricorda ad Enea la gloria cui è destinata la sua discendenza in Italia, l'eroe riparte abbandonando la donna. Didone è disperata e devastata dalla passione e se non può amare allora odierà: dopo aver rinfacciato ad Enea la benevolenza con cui lo ha accolto, ed avergli augurato guerre e sventure, pone fine alla sua vita trafiggendosi con una spada. Didone è l'eroina virgiliana il cui tragico amore ha appassionato da sempre poeti ed artisti di ogni genere: dai latini (Ovidio ed Ennio), a Dante (che la colloca nel girone dei Lussuriosi perché amando Enea tradisce la memoria del marito Sicheo), fino ad Ungaretti che dedicherà alla sfortunata regina i Cori descrittivi di stati d'animo di Didone. Questa figura, infatti, è diventata il simbolo della disperazione e dell'abbandono.

Sono due giovani guerrieri che appaiono in due episodi dell'Eneide:

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Eurialo e Niso sono due giovani guerrieri simbolo di amicizia e di tutti quei valori che Virgilio, con quest'opera, voleva riportare in auge. Appaiono sia nel V che nel IX libro: la prima volta, durante la corsa (che vincono) organizzata per i giochi in onore del defunto Anchise, la seconda, durante una sortita notturna quando Niso, nel tentativo di raggiungere Enea, passa per l'accampamento dei Rotuli addormentati. Eurialo, nonostante la giovane età e la poca esperienza, decide di seguire l'amico nel campo avversario, dove uccidono molti nemici portandosi via diversi trofei, tra questi anche un elmo, che col suo riflesso attira l'attenzione del condottiero rutulo Volcente. Scoperti ma ostacolati dal peso del bottino, i due faticano a scappare e mentre Eurialo muore per mano dello stesso Volcente, Niso, dopo aver vendicato l'amico, è ucciso dagli altri soldati.

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Il V libro si conclude con la morte del nocchiero di Enea. Qual è il suo nome?

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Mentre guidava la flotta verso l'Italia, Palinuro si addormenta e cade in mare. Dopo aver chiesto inutilmente aiuto, rimane in balia delle acque per tre giorni finché, approdato sulle coste italiane, viene scambiato per un mostro marino ed ucciso dagli abitanti del posto. Palinuro cade in mare proprio di fronte all'omonima costa: il promontorio roccioso nel parco del Cilento che porta il nome di Capo Palinuro.

Nel III libro Virgilio parla di creature mostruose col viso di donna ed il corpo di uccello. Di chi si tratta?

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Le Arpie sono delle figure mitologiche il cui nome deriva dal greco ἁρπάζειν (harpazein) che significa rapire. Figlie di Taumante e della ninfa oceanina Elettra, sono due per Esiodo (Aello e Ocipete) e tre per Virgilio (che ne cita un'altra, Celeno). Nel III libro dell'Eneide, mentre Enea racconta a Didone le sue avventure, parla anche di questi mostri metà donna e metà uccello e di come, con stridule grida, imbrattarono le mense dei Troiani fuggitivi, costringendoli a riprendere il mare e a lasciare le isole Strofadi.

Chi pronuncia i versi 'Arma virumque cano, Troiae qui primus ab oris Italiam fato profugus Laviniaque venit litora...'?

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Si tratta del proemio, i primissimi versi dell'opera: qui Virgilio spiega l'argomento (protasi), invoca la Musa e racconta l'antefatto, rivela cioè l'origine del conflitto, ossia il rancore di Giunone verso i Troiani. La dea, infatti, amava moltissimo Cartagine e desiderava che la città diventasse il centro del mondo. Le Parche però, le divinità del destino, avevano stabilito che da sangue troiano sarebbe nata una stirpe che avrebbe distrutto la città. Per questo (ma anche per il giudizio di Paride, che a Giunone preferì Afrodite) la dea covava rancore verso i pochi supersiti che si erano salvati dall'incendio della città. E accanendosi contro Enea e i suoi seguaci, cercò di fermarli scatenando una tempesta, in seguito alla quale approdarono sulle coste africane.

Nel III libro Enea parla di Polidoro. Di chi si tratta?

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Nella mitologia greca, Polidoro è il figlio più giovane di Priamo. Quando inizia la guerra di Troia, il padre lo affida, insieme ai suoi tesori, al re di Tracia Polimestore, che era suo cognato. Alla notizia che Troia è caduta, per cupidigia e per istigazione dei Greci, Polimestore uccide Polidoro gettandolo in mare. Nell'Eneide, però, Virgilio dà una versione differente. Raccontando a Didone le sue peripezie, infatti, Enea parla anche della morte del giovane quando, giunto sulle coste della Tracia, e strappando alcune fronde per ornare un altare, vede sgorgare del sangue nero: è quello di Polidoro, che gli narra del suo destino, spiegandogli che quelle fronde sono le frecce che lo hanno trafitto. In più, non avendo avuto una degna sepoltura, la sua anima non è mai entrata nell'Ade. Così, prima di lasciare quel luogo maledetto, Enea gli rende i dovuti onori funebri.

Chi è l'antagonista di Enea per eccellenza?

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Turno è il giovane e bellissimo re dei Rutuli, un popolo italico che viveva sulle coste del Lazio. Quando Enea giunge in Italia, il re Latino, volendo stabilire con lui un'alleanza, gli concede in sposa la figlia Lavinia, alla quale ambiva lo stesso Turno. Quest'ultimo dichiara perciò guerra ai Troiani e sfidando a duello Enea viene sconfitto. La scena è raccontata nell'ultimo libro e conclude l'intera vicenda: quando Turno è già a terra ferito, Enea decide di concedergli l'indulgenza, ma vedendo che indossava la cintura d'oro dell'amico Pallante, lo colpisce a morte. Nelle intenzioni di Virgilio Turno rappresenta l'alter ego di Enea, l'antieroe per eccellenza, il guerriero italico che più di ogni altro fa strage di Troiani.

Chi è il personaggio femminile che, nel VI libro, Virgilio definisce 'horrenda'?

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La Sibilla Cumana è il personaggio centrale di tutto il VI libro. Ha una doppia funzione: è sia veggente e sacerdotessa di Apollo, che guida di Enea nell'oltretomba. Virgilio la presenta definendola 'horrenda', probabilmente per l'aspetto che assumeva quando il dio la possedeva prendendo il sopravvento sui suoi sentimenti, sull'intelligenza e sulla ragione. Dopo aver lasciato Cartagine, dunque, Enea raggiunge Cuma, dove nel suo lugubre antro vive la Sibilla. La sacerdotessa gli predice i pericoli che dovrà affrontare arrivato nel Lazio e poi, su richiesta dello stesso Enea, lo accompagna nell'Ade: qui l'eroe conosce i mali del mondo (la Fame, il Dolore, la Paura, la Morte), i Sogni Fallaci e mostri come Medusa e la Chimera. Durante il suo viaggio nell'Ade incontra anche il padre e Didone.

Come si chiama la moglie di Enea?

Correct! Wrong!

Creusa era la figlia di Priamo e di Ecuba. Durante la notte in cui cadde Troia, la donna, che seguiva il marito col figlio ed il suocero, si perse. L'episodio è raccontato dallo stesso Enea nel libro II: non vedendo più la moglie, la chiama disperatamente, finché un'ombra gli si palesa davanti: è Creusa, che con parole di conforto lo spinge a proseguire e a non lasciarsi sopraffare dal dolore. Gli predice il lungo peregrinare che lo porterà in Italia, gli svela che sposerà Lavinia e che questo è il volere degli dei. Infine, lo rassicura anche sul suo amore e sulla sua fedeltà, confidandogli che sarebbe stata assunta in cielo per servire la Grande Madre Cibele.

Chi è Camilla?

Correct! Wrong!

Camilla è una figura leggendaria dell'Eneide, paragonabile alle mitiche amazzoni, a Giovanna d'Arco e alla dea Diana, alla quale fu consacrata quando era ancora in fasce. E' la 'vergine guerriera' dell'Eneide, compare per la prima volta nel libro VIII e in maniera più dettagliata nell'undicesimo. Figlia del re dei Volsci Metabo, oltre ad essere una guerriera agilissima, Camilla era anche una splendida ragazza. Quando Enea giunge nel Lazio, si schiera con Turno contro i Troiani: fa strage di nemici e affronta, impavida, ogni pericolo. Finché l'etrusco Arunte la colpisce a morte. Pur essendo un personaggio leggendario Camilla rappresenta il popolo italico che difende la propria libertà: Dante, infatti, nella Commedia, la glorifica come prima martire per la libertà della nostra patria.

Come si chiama la nutrice di Enea?

Correct! Wrong!

Caieta è un personaggio della mitologia greca. E' famosa perché fu la nutrice di Enea, che le era molto affezionato. Caieta seguì l'eroe dopo la caduta di Troia, ma a differenza delle donne troiane, che si fermarono in Sicilia, ella proseguì con la flotta finché approdò nel Lazio. Qui, nel luogo che porta oggi il suo nome, Gaeta, morì.

Eneide, il quiz
Inesperto

No, non ci siamo: l'Eneide non è affatto la tua passione. I tuoi ricordi sono vaghi e il risultato ottenuto è scarso. Non demoralizzarti però, puoi sempre migliorare: sfogliando qualche libro, e con un po' d'impegno, vedrai, la prossima volta andrà alla grande!
Conoscitore

La passione per la letteratura classica ha dato i suoi frutti: hai risposto bene a diverse domande dimostrando una buona conoscenza dell'opera virgiliana. Con un po' più d'impegno, e un pochino di ripasso, potresti diventare un vero esperto. Bravo!
Esperto

Sei un vero esperto di epica latina: il risultato ottenuto dimostra che sai davvero tutto su Enea e sull'opera che lo vede protagonista. Complimenti, ottimo risultato!
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