UE: Italia e Spagna a rischio ondate migratorie dal Nord Africa

La Ue avverte del rischio di “carestia catastrofica” in un rapporto riservato sulle conseguenze dell’attacco all’Ucraina, che toccherebbe soprattutto Spagna e Italia, in prima linea nella possibile crisi migratoria.

Josep Borrell
Josep Borrell – NanoPress.it

Il danno collaterale di una guerra può essere doloroso quasi quanto quello del campo di battaglia. E nel caso dell’invasione russa dell’Ucraina, l’impatto si è già diffuso in quasi tutti gli angoli del pianeta, secondo il piano d’azione elaborato dall’UE per far fronte alle conseguenze sociali, politiche ed economiche del conflitto nei paesi terzi.

Ue: possibile ‘carestia catastrofica’ a causa della guerra in Ucraina

Il rapporto della Ue avverte, in particolare, del rischio crescente di “una carestia catastrofica” nei paesi del Nord Africa, che innescherebbe “nuove ondate di protesta sociale, sfollamenti interni e migrazioni verso le regioni vicine e, eventualmente, verso l’UE”. La diagnosi lascia la Spagna e l’Italia in prima linea in un esodo potenzialmente massiccio attraverso il Mediterraneo.

Il piano d’azione, che non è stato reso pubblico, è stato preparato congiuntamente dalla Commissione europea e dal Servizio europeo per l’azione esterna, guidato dal vicepresidente della Commissione, Josep Borrell. Il rapporto è stato inviato questa settimana ai 27 governi dell’Unione, e segna la strada per rispondere alle gravi conseguenze di una guerra, che sta già colpendo numerosi paesi, da quelli più vicini al conflitto, come Moldova, Armenia o Azerbaigian, fino a altri fino al Bangladesh, alla Mongolia, al Messico o all’Argentina.

Nel caso dei paesi più vicini alla Spagna e e alla Italia, il rapporto dell Ue indica che l’impatto “è già molto significativo” nel vicinato meridionale (Marocco, Tunisia o Libia ed Egitto). Alla tempesta perfetta in quell’area e in Medio Oriente, si aggiungono l’impatto della pandemia non ancora superata, la siccità in alcune parti del territorio e lo scarso margine di bilancio delle amministrazioni, per aiutare le popolazioni più vulnerabili.

L’esito per il Maghreb e dintorni si profila spaventoso: “La carenza di cereali e altri prodotti agricoli essenziali, insieme all’aumento dei prezzi dei prodotti di base e alimentari e alla riduzione dei sussidi, possono portare a gravi crisi economiche e sociali”, afferma il rapporto comunitario.

L’UE ha già iniziato a dare il suo sostegno urgente a questi paesi, con oltre 225 milioni di euro destinati a Egitto, Libano, Libia, Siria, Tunisia, Marocco e Palestina attraverso il cosiddetto Food and Resilience Facility, precisa la Commissione. A lungo termine, l’UE intende aiutarli a sviluppare la propria produzione, ove possibile.

Italia e Spagna le nazioni più a rischio ‘migrazione’

Ma questo aiuto non impedisce che, secondo il rapporto della Ue, il rischio di crisi economica e sociale sia “particolarmente alto in Egitto, Giordania, Yemen, Libano, Libia, Marocco e Tunisia”, sette Paesi che insieme hanno più di 200 milioni di abitanti. La minaccia della carestia cresce, secondo Bruxelles, “negli strati più poveri della popolazione”. I 27 partner della comunità hanno concordato questo mese un meccanismo di distribuzione dei rifugiati, che potrebbe essere rilasciato nella prossima crisi migratoria qualora si verificasse.

Draghi
Il premier Mario Draghi – Nanopress.it

Bruxelles ha anche in programma un’offensiva diplomatica per contrastare la versione russa dei fatti, che attribuisce la crisi alimentare ed energetica alle sanzioni europee per l’invasione dell’Ucraina. Il piano punta a un vertice ministeriale con la Lega araba entro la fine dell’anno e, forse, con l’Unione del Mediterraneo.

Ma il documento riconosce che i messaggi del Cremlino “sono diffusi tra i governi e le popolazioni dei paesi in via di sviluppo”. L’ampia diffusione della propaganda russa è rafforzata perché “altre potenze” la rimbalzano e le danno credibilità, una velata allusione alla Cina nel rapporto.

E il problema dell’immagine per l’Ue si aggrava nei paesi dove non ci sono media indipendenti, aggiunge il documento. La Commissione e il Foreign Service suggeriscono di rispondere con una spiegazione dettagliata sui reali effetti delle sanzioni europee contro Russia e Bielorussia (per il loro sostegno all’aggressione russa).

E ricorrere “a esempi concreti della responsabilità diretta della Russia per i prezzi elevati del grano”. Borrell è venuto lunedì per accusare Mosca di “crimini di guerra” per i suoi sforzi per bloccare le esportazioni ucraine.

53 paesi nel mondo a rischio carestia

I problemi si ripetono, con maggiore o minore gravità, in tutte le aree geografiche analizzate dai servizi diplomatici comunitari. L’onda espansiva, secondo la sua analisi, si diffonde in quei paesi sotto forma di carenza di materie prime e cereali essenziali per l’alimentazione, a causa della mancanza o dell’aumento del costo dei fertilizzanti e di un aumento generale dei prezzi, soprattutto di una fornitura così essenziale.

Campo
Campo di grano arido – Nanopress.it

La pericolosa spirale sta condannando decine di milioni di persone a una situazione di disagio e impoverimento difficile da sopportare se l’aggressione di Putin contro l’Ucraina continua a lungo.Gli ultimi dati raccolti nel rapporto, indicano che ci sono già circa 193 milioni di persone, 40 milioni in più rispetto allo scorso anno, “esposte a una grave insicurezza alimentare e che necessitano di assistenza urgente”.

Il dramma abbraccia 53 paesi o territori in tutto il mondo, mentre la Russia impedisce la partenza dell’Ucraina di oltre 20 milioni di tonnellate di grano accumulate nei silos e nelle navi ucraine. Il prolungamento della guerra, scenario ritenuto probabile dalla NATO, potrebbe anche destabilizzare la regione latinoamericana e caraibica, secondo il rapporto della comunità.

L’aumento dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari aumenterà la povertà, la fame e le tensioni sociali in un contesto di crescente disuguaglianza, polarizzazione politica e sfiducia nei confronti dei governi. Il calo della fornitura di fertilizzanti avrà “un forte impatto su diversi paesi, come Messico, Perù, Brasile, Cile, Colombia e Argentina”, precisa la Commissione. E aggiunge che i fallimenti nel commercio dei cereali, in particolare del grano e della soia, “influiranno sull’offerta in paesi come Nicaragua, Haiti, Perù, Ecuador”.