Save the Children: il 42,6% delle madri tra i 25 e i 54 anni non è occupata

La condizione femminile, nonostante tutti i giorni anche i ‘maschi’ lottino, a parole, a favore dei pari diritti, non è cambiata negli anni.

Mamma in smart woring mentre cerca di lavorare
Mamma in smart woring mentre cerca di lavorare – NanoPress.it

Save the Children e le mamme. In Italia siamo ancora nel Medioevo

Save the Children ha divulgato uno studio denominato: “Le Equilibriste – La maternità in Italia 2022”, dove emerge, come se purtroppo non lo sapessimo, un quadro critico della situazione della donna, e della mamma, soprattutto in alcune regioni d’Italia.

Lo studio evidenzia una assoluta e totale disparità innanzitutto di genere, con le donne che sono sempre trattate in maniera meno favorevole, rispetto agli uomini. E poi per l’universo femminile c’è un ‘aggravante’ in più, il fatto di poter concepire. Perché questo da sempre, rappresenta un problema per chi cerca lavoro.

Assurdo, ma è così. Le donne o le ragazze che diventano madri, invece di essere supportate  in tutti i momenti della nascita e della crescita di un figlio, partono con questo doppio handicap: di non essere uomini e di avere figli. Quindi 2022 uguale 1950…

Dal rapporto di Save the Children, si evince che in Itala più del 40 per cento delle donne che hanno dei figli, nell’età compresa tra i 24 e i 54 anni, non hanno un lavoro. Che questo avvenga per scelta personale, è sicuramente una minima parte. La stragrande maggioranza delle mamme, sono donne che vogliono aiutare la propria famiglia e la comunità, ma non sono messe in condizione di farlo.

Addirittura, invece che cambiare in meglio, questa situazione peggiora di anno in anno. Nel 2021, e questo purtroppo è un dato ufficiale, nel totale dei contratti a tempo indeterminato che sono stati fatti in Italia, unicamente uno ogni dieci è stato fatto firmare a delle donne.

Il dato delle neo-mamme che ‘devono’ lasciare il lavoro

E, per l’ottavo anno di seguito, aumenta il numero delle signore o signorine che hanno un pargolo, e per questo motivo, non possono continuare a lavorare, perché la società non ha gli strumenti per aiutarle, e i datori di lavoro spessp non riescono, o non vogliono, supportare una lavoratrice madre come sarebbe giusto fare.

Una mamma che lavora mentre allatta al seno
Una mamma che lavora mentre allatta al seno – NanoPress.it

Solo nel 2020, le donne con figli che hanno dovuto abbandonare il lavoro, sono state circa 32mila. A lasciare il lavoro dopo che si è avuto un figlio, sono  il 78 per cento delle donne, e il 22 per cento dei maschi. Rapporto equilibrato?

In totale, per quanto riguarda la nostra Penisola, sono circa 6 milioni le donne che, spesso in maniera molto precaria, e con enormi difficoltà, senza nessun tipo di aiuto, svolgono il lavoro di madri, lavoratrici, casalinghe, e chi più ne ha più ne può mettere.

Come per tutti gli altri parametri (scuola, casa, lavoro, salute), essere mamma e lavoratrice nel nord del Paese, è diverso che esserlo nelle regioni meridionali dell’Italia. Anche se la tendenza sta leggermente migliorando negli ultimi anni, nelle regioni del nord ed in alcune del centro, i servizi sociali e le scuole, funzionano in maniera più proficua che da altre parti.

Viene da piangere, oltre che da riflettere, leggendo un quadro così desolante. E poi ci sono partiti politici che mettono la famiglia al primo posto, ma che quando sono al potere, i loro rappresentanti dimenticano cosa rappresenta, oltre ad essere la cosa più bella del mondo, fare un fglio e farlo crescere.