ONU: Il mondo non spende abbastanza per prevenire i disastri

L’ONU dichiara che le nazioni stanno spendendo troppo poco per prevenire i disastri di fronte alle crescenti calamità globali, dalle inondazioni in Sud Africa a un’ondata di caldo record in India.

Inondazione in India
Inondazione in India – NanoPress.it

L’ONU per l’ennesima volta mette il Mondo in allarme

Dei 133 miliardi di dollari disponibili in finanziamenti per disastri tra il 2010 e il 2019, solo il 4% è andato alla riduzione dei rischi, mentre il resto è stato speso per risposte post-calamità più costose.

Mami Mizutori, capo dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi, ha rilasciato una un’intervista dove lascia poco spazio ai dubbi. “Questo è il nuovo panorama del rischio di catastrofi”, ha affermato Mizutori prima di un forum globale sulla riduzione del rischio di catastrofi a Bali, in Indonesia.

“Viviamo in un mondo multi-rischio con effetti aggravanti e dobbiamo investire di più nella prevenzione. “Questa mancanza di fondi arriva in un momento in cui i paesi devono fare i conti con disastri naturali e conflitti geopolitici dopo anni di lotta con la pandemia.

Le nazioni in via di sviluppo sopportano il peso maggiore delle perdite dovute a disastri all’1% del prodotto interno lordo all’anno, minacciando di annullare i loro sudati guadagni economici”, ha affermato ancora Mizutori.

Sia i Paesi donatori che quelli riceventi si devono svegliare

Mizutori ha poi spiegato che, che andando di questo passo, molti paesi che già sono quasi a rischio di collasso economico, andranno presto in bancarotta. E altri li seguiranno, se non si fa subito qualcosa per prevenire i distastri dovuti ai cambiamenti climatici, invece di intervenire subito dopo con soluzioni tampone poco efficaci.

Cartello stradale immerso nell'acqua
Cartello stradale immerso nell’acqua – NanoPress.it

Quella cifra scende a solo lo 0,1%-0,3% per i paesi sviluppati. L’agenzia delle Nazioni Unite sta parlando con istituti di credito e donatori per trasferire più fondi alla prevenzione dei disastri, incluso rendere le infrastrutture più resilienti, ha affermato Mizutori.

È un compromesso difficile per le nazioni che, pur affrontando perdite potenzialmente maggiori in caso di catastrofi, hanno anche urgenti esigenze di sviluppo a breve termine.

“Dobbiamo smettere di guardare alle cose in termini di numero ma anche in termini di qualità, e questo ha bisogno del coraggio sia della comunità dei donatori che della comunità ricevente”, ha affermato.

Speriamo che questo ennesimo grido di allarme sia finalmente raccolto dai grandi del mondo, anche loro spesso ormai messi a rischio (vedi Stati Uniti d’America) da inondazioni o tornado, che si fanno sempre più frequenti e causano ogni volta danni maggori rispetto alla precedente.