Nato: l’esercito passerà da 40mila a 300mila soldati

La ristrutturazione dell’organizzazione della Nato, per essere a 360 gradi, deve coprire tutti i fianchi: l’Est subito, il Sud poco dopo e l’Artico nel medio termine.

Jens Stoltenberg
Jens Stoltenberg – NanoPress.it

Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha anticipato alcune delle misure che cambieranno l’atteggiamento militare dell’organizzazione, per far fronte alla minaccia militare diretta dalla Russia nell’Europa orientale.

La Nato deve decidere se passare da 40mila a 300mila soldati

Dopo la prima invasione russa dell’Ucraina, la strategia della NATO ha combinato il dispiegamento a rotazione delle forze nei paesi minacciati (Forward Defense Presence) con il rafforzamento della Forza di risposta rapida necessaria per assicurarne il rafforzamento.

La decisione era coerente con l’impegno nell’atto costitutivo NATO-Russia del 1997 di mantenere la strategia di rinforzo, invece di schierare in modo permanente grandi unità nei nuovi membri. I battaglioni multinazionali schierati e i loro elementi di comando e controllo hanno finora mantenuto una struttura leggera, con meno di 2.000 soldati, e la Forza di risposta li ha aumentati da 13.000 a 40.000, di cui una brigata dovrebbe essere pronta (arruolata) in pochi giorni.

Dopo la seconda invasione, la Nato deve decidere se rafforzare l’entità delle unità schierate, passando dal battaglione alla brigata e alle forze di riserva, passando da 40.000 a 300.000 soldati, se le cifre indicate dal segretario generale saranno finalmente confermate.

Alcuni alleati, in particolare i baltici, sono diffidenti nei confronti della strategia di rinforzo finora seguita, perché potrebbero cedere il loro territorio alle forze russe prima di riconquistarlo, per cui desiderano cambiare la strategia di rinforzo in una strategia di negazione dell’accesso, schierando grandi unità permanenti e infrastrutture che difendono i propri confini.

Le forze armate dovranno ristrutturare le proprie unità di spedizione

Indipendentemente dalla decisione finale sulla strategia di rinforzo o sulla strategia di negazione al vertice di Madrid, le Forze armate degli alleati stanno affrontando una trasformazione dei loro concetti operativi, capacità e struttura delle forze (posizione militare) di grande importanza strategica e budget.

Joe Biden
Il Presidente Joe Biden – Nanopress.it

Le Forze armate dovranno ristrutturare le proprie unità di spedizione dedicate alla gestione delle crisi internazionali affinché possano assumere le funzioni di difesa collettiva che avevano abbandonato. Saranno necessarie più unità, di dimensioni maggiori, con un livello più elevato di prontezza, mobilità e sostegno, quindi i budget dovranno essere aumentati per soddisfare le nuove capacità di personale e attrezzature.

Finora, alcuni paesi alleati, tra cui la Spagna, hanno tagliato la spesa per la manutenzione delle unità al fine di garantire l’arruolamento delle unità che vanno all’estero. L’aumento delle unità da schierare, rinforzare o ruotare, insieme alla necessità di conformarsi agli standard di certificazione operativa della Nato, dovrà porre fine a questa cattiva pratica perché, altrimenti, le cifre che verranno gestite appariranno solo sulla carta.

La ristrutturazione dell’assetto militare della Nato e di quello dei suoi Stati membri, per essere a 360 gradi, deve coprire tutti i fianchi: l’Est subito, il Sud poco dopo e l’Artico nel medio termine. Deve anche coprire tutti i domini, tradizionali e nuovi, dello spazio e del cyberspazio. Per preservare il suo vantaggio militare sulla Russia, la NATO deve applicare l’innovazione e le nuove tecnologie al suo attuale equipaggiamento. Spendi per concetti operativi e capacità future per spendere meglio e non solo di più come sarà annunciato al vertice.