La Ue presenta il piano “Risparmiare gas per un inverno sicuro”

La Ue, nella commissione preposta, presenterà mercoledì prossimo il piano “Salva il gas per un inverno sicuro” con il quale afferma di limitare l’aria condizionata a 25 gradi e il riscaldamento a 19.

Ursula Von Der Leyen
Ursula Von Der Leyen – Nanopress.it

La Commissione europea ritiene che sia giunto il momento di passare dalla riduzione volontaria dei consumi di gas proposta lo scorso maggio a misure obbligatorie per poter accumulare riserve in vista di un inverno in cui, con ogni probabilità, la Russia interromperà l’approvvigionamento l’Unione Europea.

L’Europa deve fare i conti con le ritorsioni della Russia sul gas

Mercoledì prossimo Bruxelles la Ue approverà il suo piano di risparmio, che prevede, dal divieto di mantenere il termostato dell’aria condizionata al di sotto dei 25 gradi negli edifici pubblici o nei centri commerciali, alla riduzione di erogazione del gas per favorire l’industria a ridurre temporaneamente la sua produzione e, quindi, il suo consumo di energia.

Il documento indica che queste misure sono l’ultimo passo prima di una possibile dichiarazione di emergenza energetica nell’Unione Europea, decisione che consente di ridurre l’offerta a determinate tipologie di clienti. Il piano della Commissione si basa sul presupposto che “agire ora può ridurre di un terzo l’impatto di un’interruzione improvvisa dell’approvvigionamento”.

E sottolinea che ci sono già le condizioni per passare a una seconda fase delle misure preventive, che implica “una riduzione dei consumi coordinata a livello europeo prima dell’emergenza”. Il documento della Commissione, una Comunicazione intitolata “Risparmiare gas per un inverno sicuro”, si impegna a iniziare subito a risparmiare carburante e prevede l’obbligo per gli edifici pubblici di impostare il termostato del riscaldamento ad un massimo di 19 gradi e l’aria condizionata al minimo di 25.

Bruxelles propone inoltre di incoraggiare la sostituzione del gas con altri combustibili nell’industria e nella produzione di elettricità. E l’organizzazione di aste di capacità, in alcuni casi a livello transfrontaliero, in modo che le industrie che possono permetterselo offrano una riduzione dei consumi in cambio di una remunerazione. La Commissione chiede inoltre che in questa nuova fase siano applicate le misure previste nella fase di allerta dei piani nazionali di emergenza per il sistema gas.

Nel piano spagnolo per il periodo 2021-2023 è prevista in questa seconda fase l’applicazione dell’interrompibilità a tutto il sistema, ovvero la possibilità di interrompere la fornitura a qualsiasi operatore non essenziale; e l’ottimizzazione dei consumi nelle centrali a ciclo combinato, ma senza mettere in pericolo la produzione di energia elettrica.

La comunicazione sottolinea che le misure di riduzione dei consumi “devono essere adottate immediatamente e congiuntamente” per “ridurre significativamente i rischi di uno squilibrio tra domanda e offerta durante il prossimo inverno e oltre”. L’organo presieduto da Ursula von der Leyen vuole soprattutto evitare che si ripeta il fiasco di inizio pandemia, quando i governi europei si sono fatti prendere dal panico uno dopo l’altro di fronte al virus e hanno chiuso le frontiere, mettendo in pericolo l’unità degli interni mercato e filiere.

Prima della guerra contro l’Ucraina, le esportazioni di gas russe coprivano circa il 40% del consumo totale dell’UE

Bruxelles ora teme che, senza coordinamento a livello europeo, ogni Paese scelga di monopolizzare il gas disponibile ei flussi verso i Paesi vicini, anche se in maggiori difficoltà. Prima della guerra contro l’Ucraina, le esportazioni di gas russe coprivano circa il 40% del consumo totale dell’UE. E sebbene tale percentuale sia stata gradualmente ridotta dall’inizio dell’anno, l’impatto potrebbe essere considerevole se Mosca ordinasse la cessazione della fornitura.

Algeria, gasdotto nel deserto
Algeria, gasdotto nel deserto – NanoPress.it

Bruxelles avverte che un’interruzione imprevista “avrà effetti significativi sull’economia europea e interesserà tutti gli Stati membri, anche se il più immediato dipenderà dal livello delle importazioni di gas russo in ciascun Paese“. In previsione di questo possibile incubo, l’organismo comunitario stabilirà questo mercoledì i quattro criteri che determinerebbero la sequenza di razionamento del gas per il consumo dell’industria. Il primo di questi prevede di mantenere la fornitura ad aziende chiave, come quelle nei settori della salute, della sicurezza o della difesa.

Il secondo criterio valuta l’impatto sulle filiere, per evitare che colpisca le aziende essenziali nella produzione di determinati settori, come i prodotti farmaceutici o i componenti chimici. In terzo luogo, il taglio dell’offerta deve essere prioritario per le aziende che possono cercare alternative al consumo di gas. E, infine, evitare gli impianti di taglio che potrebbero subire danni irreparabili a causa di un’interruzione della fornitura.

Solo al quinto posto e in maniera complementare, secondo la Commissione, dovrebbero essere valutati gli aspetti economici del taglio, come il valore aggiunto di ciascun settore o la sua importanza in termini occupazionali. Il fatto che queste considerazioni siano relegate è prova della drammatica situazione di emergenza che l’organizzazione comunitaria prevede. “L’obiettivo è prepararsi al peggio e sperare che non accada”, riassume una fonte della comunità.

Le stime della Commissione suggeriscono che ai consumatori protetti, in particolare alle famiglie, potrebbe essere garantita la fornitura di gas anche in caso di interruzione dell’approvvigionamento russo su larga scala. Ma la Commissione avverte che queste famiglie, che rappresentano il 37% del consumo totale di gas dell’UE, rischiano di essere colpite se la chiusura del rubinetto russo coincide con qualche altro evento imprevisto.

I rischi più evidenti puntano alle condizioni meteorologiche avverse, sia per un’estate più calda del solito che aumenta l’utilizzo dell’aria condizionata, sia per un inverno molto rigido che fa scattare l’uso del riscaldamento. Bruxelles sottolinea che l’avvio di misure a livello europeo per ridurre i consumi già quest’estate potrebbe essere essenziale per facilitare il riempimento delle riserve di gas e quindi mitigare “la necessità di riduzioni più dolorose della domanda durante l’inverno”.

I 18 paesi che hanno depositi di gas, compresa l’Italia, hanno accelerato il riempimento con l’obiettivo di raggiungere l’80% della capacità prima di novembre. Ma Bruxelles teme che un aumento dei consumi durante i mesi estivi a causa delle alte temperature e un taglio del gas russo prima del previsto lascerà le riserve a metà.

La Commissione della Ue calcola che l’arrivo di gas russo sia già stato ridotto di almeno il 30% rispetto alla media del periodo 2016-2021, i cinque anni precedenti l’invasione russa dell’Ucraina. L’organizzazione comunitaria sottolinea che parte del calo è dovuto all’entusiasmo europeo di cercare fornitori alternativi da quando il presidente russo, Vladimir Putin, ha lanciato la sua guerra contro un paese vicino.

Ma riconosce che gran parte del taglio è dovuto anche “a misure improvvise, impreviste e unilaterali di Gazprom per frenare le forniture ai clienti europei, al fine di interrompere la loro attività economica e manipolare i prezzi”.