La Svizzera si avvicina sempre di più alla Nato

La Svizzera, come del resto hanno fatto la Finlandia e la Svezia, è molto preoccupata per l’invasione della Ucraina da parte della Russia. E per questo motivo vuole stringere accordi più serrati con la Nato.

Viola Amherd, il ministro della Difesa svizzero
Viola Amherd, il ministro della Difesa svizzero – NanoPress.t

La Svizzera ha paura della potenza russa

Il presidente dell’FDP (il gruppo dei radicali liberali svizzeri) Thierry Burkart, ha appena dichiarato che: “La Svizzera dovrebbe utilizzare costantemente il grande margine di manovra, oltre le restrizioni della legge sulla neutralità, e cooperare molto più strettamente con la NATO”.

E, data la mutata situazione della sicurezza in Europa, dopo l’attacco della Russia all’Ucraina, anche il presidente del Partito del Centro Gerhard Pfister, è favorevole ad avvicinarsi all’alleanza di difesa.

Vede l’acquisto del nuovo jet da combattimento F-35 in particolare come un mezzo per farlo. In questo modo, l’aviazione svizzera potrebbe “introdurre presto un mezzo forte per affinare il quadro comune della situazione aerea nell’estesa regione alpina, anche in caso di aumento della tensione”, ha affermato di recente Pfister alla riunione dei delegati di “Mitte” a Nafels.

Il cosiddetto “Partnership for Peace” (PfP), costituisce il quadro giuridico per la cooperazione rafforzata della Svizzera con la NATO. La Svizzera fa parte di questo gruppo di Stati allineati alla NATO da oltre 25 anni.

L’esercito svizzero partecipa ogni anno a numerosi corsi di addestramento e, da cinque a dieci esercitazioni multinazionali. Ma offre anche dei corsi, ad esempio per l‘addestramento delle truppe di montagna. Tuttavia, il cuore della cooperazione NATO è l’interoperabilità.

Sono solo 3 i Paesi europei che non hanno ‘rapporti’ con la Nato

Ciò significa che l’esercito svizzero è compatibile in termini di equipaggiamento e struttura di comando e, per dirla semplicemente, potrebbe essere integrato nella struttura della NATO “premendo un pulsante”, se necessario.

Un F35
Un F35 – NanoPress.it

Tuttavia, ci sono anche dei limiti al Partenariato per la Pace. A causa del requisito della neutralità, la Svizzera non può partecipare alle esercitazioni militari della NATO basate su scenari di difesa comuni (articolo 5 del Trattato NATO).

Inoltre, non è consentito mantenere congiuntamente sistemi come aerei da combattimento con paesi della NATO, se sono coinvolti in un conflitto armato. Se la Svizzera vuole andare oltre, e lavorare ancora più strettamente con la NATO, come stanno facendo Finlandia e Svezia, dovrà dotarsi di nuove regole.

I due paesi infatti partecipano da anni attivamente alle esercitazioni di combattimento e, hanno uno scambio di informazioni maggiore con la NATO rispetto alla Svizzera. La questione generale è come procedere con il partenariato per la pace.

Dopo l’adesione di Svezia e Finlandia alla NATO, la Svizzera sarebbe l’ultimo paese militarmente neutrale nell’Europa occidentale insieme ad Austria e Irlanda. Per questo motivo e a causa della mutata situazione della sicurezza a seguito della guerra in Ucraina, il Consiglio federale elaborerà entro fine anno, un supplemento al rapporto sulla politica di sicurezza.

Oltre alla NATO, l’attenzione si concentrerà sulla cooperazione in materia di politica di sicurezza con l’UE, che a sua volta si batte per una cooperazione ampliata su progetti militari. Il ministro della Difesa svizzero, Viola Amherd, ha confermato ai giornalisti a Bruxelles lo scorso ottobre che la Svizzera vorrebbe allargare la sua partecipazione.