Europol prepara il suo Grande Fratello digitale

La riforma dell’Agenzia di polizia dell’UE, l’Europol, consentirà anche di richiedere e custodire grandi quantità di informazioni sui cittadini che non sarebbero coinvolti in reati.

Sede Europol
Sede Europol – NanoPress.it

Europol amplierà i suoi poteri di controllo

L‘Unione Europea ha deciso di ampliare notevolmente i poteri di Europol, la sua agenzia di polizia. Il Consiglio dell’Ue, nel quale siedono i ministri dell’Interno dei 27, ha approvato martedì una riforma dell’agenzia, che introduce due grandi novità.

La prima è che Europol ottiene il potere di richiedere dati sui cittadini a società private, principalmente operatori e piattaforme Internet, che potrà raccogliere per identificare quali Stati membri potrebbero aprire indagini contro reati correlati.

Finora i dati erano alimentati esclusivamente da informazioni fornite dalle forze di sicurezza e da altre autorità pubbliche. La seconda, quella che più preoccupa gli attivisti della privacy, è che Europol potrà richiedere dati su persone che non rientrano in nessuna delle cinque categorie finora consentite: presunti autori di un reato, presunti complici, condannati in precedenza, testimoni o vittime.

La riforma arriva appena quattro mesi dopo che il Garante europeo della protezione dei dati (GEPD), l’ufficio indipendente che vigila sui diritti digitali dei cittadini dell’UE, ha ordinato a Europol di cancellare dalle sue banche dati le informazioni sui cittadini innocenti. Dopo due anni di indagini, il GEPD ha deciso che era sproporzionato conservare a tempo indeterminato dati sensibili, su persone che non potevano essere collegate a reati.

Il mandato approvato questa settimana non solo annulla questa richiesta, ma legalizza anche questo tipo di pratica. La bozza di regolamento, la cui redazione e negoziazione è stata diretta dall’eurodeputato spagnolo Javier Zarzalejos (Partito popolare europeo), è stata approvata con una buona maggioranza tre settimane fa al Parlamento europeo.

Martedì ha ricevuto l’approvazione del Consiglio dell’Ue, l’ultima procedura legale rimasta da formalizzare. Il testo entrerà in vigore a giugno.Tuttavia, la riforma solleva grandi obiezioni. Anche all’interno dello stesso quadro istituzionale comunitario. Il Garante europeo della protezione dei dati ha espresso a febbraio le sue riserve in merito al progetto.

Prevista la figura del ‘responsabile dei diritti fondamentali’

“Il trattamento di grandi banche dati sarà consentito senza fornire garanzie sufficienti per limitarne l’impatto sulle persone colpite e, senza che il GEPD possa valutarlo“, ha affermato il capo dell’ufficio, Wojciech Wiewiórowski. Il polacco lamenta che non si tiene conto della sua raccomandazione: limitare questo trattamento dei dati ad “alcune eccezioni”, invece di farne una regola generale.

Poliziotti Europol
Poliziotti Europol – NanoPress.it

“Noto con sorpresa che l’estensione dei poteri di Europol non è accompagnata da un maggiore controllo delle sue azioni”, rimarca il burocrate dell’euro, che aveva già rimproverato Europol all’inizio dell’anno. Zarzalejos ritiene, tuttavia, che la riforma disponga delle garanzie necessarie per garantire gli standard di privacy europei.

“Il vantaggio di Europol è che è soggetto a un controllo molto stretto da parte del Garante europeo della protezione dei dati”, ha detto in una intervista ad uno quotidano, uno degli emissari dell’ex presidente José María Aznar.

Il testo della riforma prevede anche che l’Agenzia crei una nuova figura, quella del responsabile dei diritti fondamentali, che deve garantire che la raccolta dei dati non sia sproporzionata. Il garante europeo dei dati però, non la ritiene una misura sufficiente.

Alla domanda se saranno presi provvedimenti in tal senso, un portavoce dell’ufficio di Wiewiórowski sottolinea che “agiranno in conformità con il regolamento una volta entrato in vigore”.

Per quanto riguarda la nuova capacità di Europol di richiedere dati a società private, il nuovo mandato la limita a “situazioni di crisi online”, ovvero quando vi è una massiccia diffusione di contenuti terroristici o abusi sessuali su minori.