Dal’olio alla farina, i prodotti aumentati con la guerra

Olio e farina alle stelle. L’invasione russa dell’Ucraina ha ulteriormente accelerato l’aumento dei prezzi dell’energia. E la siccità, che sta colpendo molte zone del mondo, ha aggravato l’escalation dei prezzi delle materie prime.  

Prodotti artigianali
Prodotti artigianali – NanoPress.it

La Guerra e la siccità impoveriscono le famiglie

L’attuale situazione economica sta pesando sul conto delle famiglie italiane e ci sono già prodotti che registrano aumenti di prezzo superiori al 17%.

Da allora, il prezzo di un paniere di beni di prima necessità è salito di 21,63 euro, il che rappresenta un aumento dell’11,78% rispetto al valore registrato il 23 febbraio, attestandosi a 205,26 euro, secondo l’ultimo monitoraggio effettuato dalle associazioni di consumatori, basato sull’analisi di 63 prodotti alimentari essenziali.

Tra i prodotti analizzati, il nasello fresco è stato il prodotto che è cresciuto di più dall’inizio della guerra, avendo registrato un aumento di oltre il 55%, seguito da olio da cucina 100% vegetale (+47%), salmone (+47%) , pollo intero (+27%), farina per dolci (+25%), trancio di tacchino (+23%), sughi (+22%), burro salato (+18%), riso (+18%) e carne di maiale (+17%).

Per quanto riguarda il resto, ci sono almeno dieci prodotti con incrementi superiori al 17%. Diverse catene di supermercati hanno addirittura limitato la vendita di olio di girasole e farina, per evitare che la gente si accaparri questi prodotti, dato che sia l’Ucraina che la Russia sono considerate grandi produttrici e ora stanno cominciando a scarseggiare.

Olio e farina alle stelle

Per quanto riguarda le categorie merceologiche, viene evidenziato anche che il pesce e la carne sono quelli con i maggiori incrementi, rispettivamente del 20,16% e del 15,56%. Quel che è certo è che le fluttuazioni di prezzo sia del paniere che dei rispettivi prodotti sono variabili.

Olio
Olio – NanoPress.it

Solo nell’ultima settimana il prezzo di un paniere di prodotti essenziali è sceso di 1,95 euro a 205,26 euro. Questo è il primo ritiro settimanale dopo tre settimane di rialzo. Per quanto riguarda in particolare l’ultima settimana, ovvero tra l’11 e il 18 maggio, le carote sono state il prodotto che è cresciuto di più, con un incremento di oltre il 10% rispetto alla settimana precedente.

A seguire le mele (+8%), cipolla (+7%), burro salato, broccoli e cavoli e petto di tacchino a fette (tutti +6%) e nasello fresco (+5% ). La tendenza al rialzo dei prezzi dei generi alimentari si riflette già nel tasso di inflazione.

Ad aprile, il tasso di inflazione nel nostro Paese è accelerato al 5,2%, il valore più alto degli ultimi anni. Si ricorda che, per far fronte all’escalation dei prezzi, il Governo ha messo in moto un pacchetto di misure, che prevede un sostegno di 200 euro per le famiglie più bisognose.

Il Ministro del Lavoro, ha rivelato che questo sostegno coprirà altre 280mila famiglie rispetto a quanto annunciato all’inizio, quindi il numero dei beneficiari sarà pari a 1milione e mezzo di persone.