Caserta: appalti truccati in favore dei Casalesi, PD nella bufera

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Tempesta sul comune di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) dove sono 9 le ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di funzionari, imprenditori e professionisti ora accusati di associazione per delinquere di stampo camorristico, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e irregolarità nelle gare di appalto pubblico a favore del clan dei Casalesi. Tra gli indagati anche il presidente del Pd della Campania, Stefano Graziano che avrebbe ottenuto appoggi elettorali alle ultime consultazioni per l’elezione del Consiglio regionale della Campania.

A far scattare le indagini e successivamente gli arresti, una intercettazione tra Alessandro Zagaria (omonimo del boss Michele) arrestato oggi e Biagio di Mauro, ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere (anche lui arrestato). Durante l’intercettazione i due parlavano dell’appoggio che occorreva garantire a Stefano Graziano che si sarebbe posto “come punto di riferimento politico e amministrativo del clan Zagaria“.

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Graziano si sarebbe attivato – ma tale circostanza non è ritenuta illecita dagli inquirenti della Dda – per favorire il finanziamento dei lavori di consolidamento di Palazzo Teti, al centro dell’inchiesta. La gara per il consolidamento di Palazzo, secondo l’ipotesi accusatoria della Dda di Napoli, sarebbe stata vinta da imprese ritenute vicine al clan di Michele Zagaria. Ai domiciliari è finito anche un funzionario del comune di Santa Maria Capua Vetere, Roberto Di Tommaso. In carcere invece, Biagio di Mauro e Alessandro Zagaria, accusato dalla Procura di “mantenere rapporti illeciti con esponenti politici locali, in particolare sindaci”.

Parole di Chiara Podano

Chiara Podano è stata collaboratrice di Nanopress dal 2016 al 2019, occupandosi principalmente di spettacoli, televisione, gossip, celebrities.

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