Bruxelles studia un gasdotto tra Barcellona e Livorno

Bruxelles pensa ad un tubo, di oltre 700 chilometri, per rifornire di carburante rigassificato l’Italia. E vuole insistere sul piano Midcat, il progetto per unire Spagna e Francia, per concentrasi anche sul trasporto di idrogeno verde. 

Gasdotto Barcellona-Livorno voluto da Bruxelles
Gasdotto Barcellona-Livorno voluto da Bruxelles – NanoPress.it

Bruxelles: piani energetici per affrancarsi dalla Russia

Qualcosa si sta muovendo quindi. Nel pieno della crisi energetica l’Europa è consapevole che, in queste circostanze, la Spagna ha un gioiello —sotto forma di sei rigassificatori attivi, il numero più grande di qualsiasi Paese del continente—, che è poco interconnesso con il resto dell’UE.

La Commissione Europea, ha parlato con chiarezza della opportunità di scommettere su un gasdotto che collegherà la Spagna alla penisola italica, attraverso il Mar Mediterraneo.  Il tubo – lungo 700 chilometri, ha un costo compreso tra 2milardi e mezzo e 3miliardi di euro, e il cui completamento richiederebbe da uno a due anni – è stato presentato nel progetto RepowerEU, la roadmap dell’Esecutivo, pensata per affrontare la difficile disconnessione dalle provviste di carburante e gas che provengono dal Paese guidato da Putin.

Questa nuova mappa dei flussi energetici europei intende riprogettare e mettere di nuovo in campo l’ipotesi del Midcat, altro gasdotto su cui la Ue punta molto, ma che la Spagna ha temporaneamente tenuto nel cassetto e che la Francia, dopo aver trascinato a lungo i piedi, si è rifiutata di costruire.

Il governo spagnolo ha combattuto duramente nelle ultime settimane, per ottenere la sua incorporazione nel grande piano dell’Esecutivo dell’UE, per disconnettersi dal gas russo. Ma sempre con la premessa di convertirlo in un‘infrastruttura del gas, predisposta per ospitare l’idrogeno rinnovabile, uno dei vettori di energia verde con il maggior potenziale nell’UE e nel cui sviluppo la Spagna giocherà un ruolo essenziale.

Il testo presentato a Bruxelles, collocato sotto un titolo che passa in rassegna eventuali ulteriori infrastrutture del gas, ritiene necessario valutarne il potenziale “per diventare il primo elemento della dorsale dell’idrogeno”.

Fonti comunitarie notano che l’inclusione di questi progetti nella mappa predisposta dalla Commissione, indica che si tratta di “corridoi possibili” da tenere in considerazione, a fronte di una disconnessione dal gas russo, la cui dipendenza Bruxelles vuole ridurre del 66% prima della fine dell’anno.

Oltre il gasdotto tra Barcellona e Livorno, anche il Midcat

Di fronte al collegamento dei Pirenei, il gasdotto tra Barcellona e Livorno si presenta come una ulteriore possibilità per poter rifornire sia l’Italia, sia i Paesi del centro e nord Europa.  Fino ad ora i rigassificatori iberici non sono sfruttati al massimo della loro potenzialità —evento raro nell’ambiente europeo, in cui le poche infrastrutture di questo tipo lavorano alla massima capacità — consentirebbe di portare a termine l’operazione, che permetterebbe alla penisola iberica, di ottenere un ritorno i termini economici.

Algeria, gasdotto nel deserto
Algeria, gasdotto nel deserto – NanoPress.it

“In Enagás stiamo lavorando in coordinamento permanente con il Ministero per la Transizione Ecologica e con gli operatori del gas dei nostri vicini europei, analizzando le diverse opzioni tecniche per rafforzare e completare le interconnessioni per contribuire alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico in Europa”, sottolinea Arturo Gonzalo, amministratore delegato del gestore del sistema gas spagnolo.

Negli ultimi mesi sta sempre prendendo piede l’idea di un collegamento tra Spagna e Italia. L’11 maggio Enagás e la Snam hanno firmato un protocollo d’intesa per esplorare la fattibilità del progetto.  “È qualcosa che può funzionare per portare risorse dal Mediterraneo meridionale al nord Europa”, ha detto il primo ministro italiano Mario Draghi, in merito al piano in un’apparizione a fine marzo, in cui ha detto di aver parlato con il presidente spagnolo.

Il governo spagnolo, non disprezza il progetto del gasdotto tra Barcellona e Livorno, ma insiste su due punti: che i soldi per la sua costruzione dovranno provenire o dai bilanci comunitari, dall’Italia o dai Paesi del nord  — “quelli che ne trarranno davvero vantaggio, e non noi” — e che la sua realizzazione non lasci definitivamente nell’oblio Midcat, un’infrastruttura semilavorata tra Hostalric (Girona) e Barbaira (nella vicina Carcassonne) , e che è chiamata a svolgere un ruolo importante in futuro per esportare idrogeno.

L’idea spagnola, secondo un’altra fonte del settore, è quella di realizzare un terzo allacciamento gas (attualmente sono due), che permetterebbe di sfruttare l’attuale capacità di rigassificazione del GNL, attualmente sottoutilizzata a causa del basso livello di interconnessione attraverso i gasdotti attraverso i Pirenei, per contribuire a garantire la sicurezza e la diversificazione delle forniture di gas dalla Germania e dai paesi europei più dipendenti dal gas russo.

Sia il colosso tedesco, che ha una potente industria, fortemente dipendente dal gas russo, sia il resto dei paesi dell’Europa centrale, potrebbero essere riforniti anche attraverso la rotta italiana. Allo stesso tempo, si prevede che il Midcat dei Pirenei sia pronto a trasportare idrogeno in Francia, Germania e nel resto d’Europa, il che potrebbe fare della Spagna un importante esportatore di questa risorsa a medio termine.