Unwashed, cos’è e da dove nasce la nuova moda del non lavarsi

Sempre più persone, vip compresi, seguono la tendenza dell'unwashed, cioè il lavarsi sempre meno per la tutela dell'ambiente

Pubblicato da Lorena Cacace Mercoledì 10 maggio 2017

Unwashed, cos’è e da dove nasce la nuova moda del non lavarsi

Lavarsi meno per risparmiare acqua e usare meno prodotti chimici possibili. È l’unwashed, la nuova tendenza del lavarsi meno o non lavarsi, se non l’essenziale, partita dagli Stati Uniti e dalla Francia e che sta conquistando sempre più persone anche nel nostro Paese. Tra di loro troviamo molti vip del calibro di Russell Crow e Johnny Depp che hanno detto basta alla doccia tutti i giorni. Alla base di questa nuova moda c’è una coscienza ambientale: non farsi la doccia tutti i giorni significa un grande risparmio d’acqua, così come limitare l’uso di saponi, shampoo e profumi. L’unwashed non significa necessariamente andare in giro sporchi o emanando odori poco gradevoli, anche perché ci sono vari gradi di unwashed, da quelli più estremisti che si concedono una doccia una volta al mese a chi lo è meno e viaggia intorno alle due docce alla settimana.

Unswahed è dunque la scelta di lavarsi il meno possibile. I primi a intraprendere la nuova strada ecologica per la cura di sé e l’igiene personale sono stati gli Stati Uniti e l’Inghilterra già dieci anni fa.

Nel 2007 l’inglese Nicky Taylor, fanatica della routine del benessere e del make up, iniziò a non farsi più la doccia tutti i giorni, a non lavarsi i capelli con shampoo e balsamo e a non usare più creme di bellezza e deodoranti. La decisione arrivò dopo aver letto gli ingredienti dei prodotti che usava ogni giorno: tra creme e altro, raccontò alla Bbc, metteva sulla pelle circa 200 sostanze chimiche ogni giorno.

Fu allora che tentò l’esperimento e per 40 giorni non si lavò se non con acqua e solo il necessario. Dopo il primi giorni di estremo disagio, Nicky notò degli enormi miglioramenti della pelle e dei capelli, nonché dell’odore corporeo. Test ed esami confermarono il ritrovato stato di salute della pelle e, passati i 40 giorni, trovò una nuova routine d’igiene personale, limitando le docce e usando solo i prodotti necessari: sapone, shampoo e balsamo organici, deodorante fai da te naturale e una crema idratante.

Come lei, sempre più persone hanno iniziato a limitare le docce e l’uso di saponi e prodotti di bellezza. Negli USA e in Francia la tendenza dell’unwashed ha preso sempre più piede, forte di una coscienza ambientale e una consapevolezza che aiuta a superare anche certe remore, dovute alla società contemporaneo.

L’ossessione del pulito e dell’igiene a ogni costo ha portato il mondo occidentale a un eccesso di pulizia che fa male non solo all’ambiente ma anche all’uomo. I dermatologi sostengono da anni che limitare l’uso di saponi aggressivi ed evitare di farsi la doccia tutti i giorni, facciano solo bene alla nostra pelle che può così ritrovare il suo equilibrio.

A ciò sui si aggiunge una scelta d’impronta ambientalista che male non fa nella nostra società dedita solo al consumo e spesso allo spreco. In media per una doccia di 5 minuti si usano circa 75-80 litri di acqua, con un consumo di 15-16 litri d’acqua al minuto, mentre per riempire una vasca da bagno ne occorrono circa 150.

Molti vip d’oltreoceano hanno già aderito a questo stile di vita, come gli attori Russel Crowe e Johnny Depp, ma anche in Italia ci sono personalità che da tempo ne fanno parte, come l’ex presidente del WWF Fulvio Pratesi, il giornalista Giuseppe Cruciani o l’alpinista-scrittore Mauro Corona.

Il movimento dell’unwashed viene così incontro alle necessità dell’ambiente e quelle del corpo. Non c’è un modo unico di essere unwashed: ci sono i più estremisti, che si concedono una doccia ogni due settimane se non una volta al mese, si lavano solo con l’acqua e non usano alcun tipo di detergenti e profumi. Ci sono però i moderati, che si fanno la doccia una o due volte alla settimana, lavandosi tutti i giorni le zone intime e le altri parti del corpo, usano saponi naturali e limitano comunque prodotti aggressivi.

Il decalogo del perfetto unswashed può quindi variare a seconda delle proprie necessità e del proprio stile di vita anche se esistono regole di base: limitare il consumo eccessivo d’acqua con poche docce, se non quelle essenziali, saponi e prodotti per l’igiene il più naturali possibili e, in ogni caso, la consapevolezza che ogni gesto quotidiano ha un impatto sull’ambiente.